Il sindaco: lavoro ai profughi ma la protesta è inaccettabile

Campli, dopo la manifestazione di sessanta profughi per chiedere cibo e contanti la giunta dice: «Grande generosità dei cittadini, sbagliato fare quel sit-in»
CAMPLI. «Il Comune di Campli conferma la volontà di impiegare gli immigrati in lavori di pubblica utilità. Ma proteste non autorizzate come quella inscenata davanti alla caserma dei carabinieri sono inaccettabili e non devono più ripetersi». Così, a due giorni dal sit-in del gruppo di migranti, il sindaco di Campli Pietro Quaresimale torna sulla questione. I 60 profughi hanno manifestato per chiedere cibo migliore, più vestiario e la possibilità di avere in contanti (e nsotto forma di schede telefoncihe) i due euro e 50 al giorno previsti dalle normative. « Proseguiremo sul percorso avviato già diverse settimane fa per impiegare in lavori di pubblica utilità gli immigrati che, su decisione di governo centrale e prefettura, sono presenti a Campli», dice il sindaco, «ma proteste non autorizzate come quella inscenata davanti la caserma dei carabinieri sono inaccetabili e non devono più ripetersi, considerando la grande generosità e accoglienza dimostrata dai camplesi e le non facili situazioni economiche che anzitutto le famiglie italiane hanno affrontato nel corso degli ultimi anni». E sulla questione interviene anche l’assessore alle politiche sociali Valentina Di Francesco «Le scelte del governo nazionale sulle politiche migratorie, insieme alla completa assenza da parte delle istituzioni europee hanno fatto sì che su cittadini e amministrazioni comunali ricadessero le dirette conseguenze della distribuzione territoriale degli immigrati giunti in Italia decisa, organizzata e coordinata dalle prefetture, per conto del governo nazionale», dice, «Di fronte a tutto ciò Campli e i camplesi hanno già dato una grande prova di civiltà e accoglienza. E proprio in considerazione di questo atteggiamento esemplare dei nostri concittadini, già messi a dura prova dalla attuale crisi economica, che riteniamo inaccetabile qualsiasi protesta, da parte di chi oggi è ospite nel nostro Paese, per chiedere contanti, schede telefoniche e wi-fi. Da una parte infatti i cittadini camplesi, a cui rivolgiamo un grande appello al rispetto, al dialogo e alla tolleranza reciproca, hanno già dato tanto in termini di generosità. Dall'altra l'amministrazione comunale, contrariamente a quanto affermato in modo del tutto strumentale dai consiglieri di minoranza, ha da settimane avviato l'iter per individuare le soluzioni amministrative più idonee per occupare gli immigrati in lavori di pubblica utilità».
I sessanta migranti sono ospitati in un hotel e ad occuparsi della loro gestione, dopo essersi aggiudicata un bando della prefettura, è la cooperativa Domus Caritatis di Roma recentemente coinvolta nel caso di “Mafia Capitale” e per questo commissariata, insieme a tante altre coop della capitale, dal prefetto di Roma Franco Gabrielli.
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