Il sindaco: non posso regalare lo stadio alla Rosetana Calcio

Polemiche sull’affidamento in gestione di Fonte dell’Olmo Lamedica: «Non possiamo fare i custodi per altre società»
ROSETO. «Pino Lamedica vuole che gli regali il Fonte dell’Olmo, ma io devo fare le cose come la legge impone». Il sindaco di Roseto Sabatino Di Girolamo replica così al presidente della Rosetana Calcio, che da tempo denuncia un presunto disinteresse per il principale impianto calcistico locale da parte dell’amministrazione, criticandone anche la modalità scelta per affidarne la custodia.
Di ben altro parere è il primo cittadino rosetano. «Ci sta invitando a violare le regole», insiste Di Girolamo, «ma come amministrazione abbiamo fatto il necessario per assegnare la struttura. Due settimane fa abbiamo approvato una delibera di giunta; lunedì prossimo, al rientro dalle ferie, sarà il dirigente ad assumere decisioni al riguardo». Il 12 agosto infatti il Comune ha pubblicato sul proprio albo pretorio una delibera e un atto di indirizzo riguardanti la custodia del “Fonte dell’Olmo”, in cui l’ente dispone che la società che lo gestirà dovrà provvedere agli interventi di manutenzione ordinaria della struttura sportiva, lasciando a carico dell’amministrazione la manutenzione straordinaria e il pagamento delle utenze. Condizioni che Lamedica sarebbe disposto ad accettare, ad eccezione della custodia del campo per conto anche di altre società al di fuori di quelle che fanno il settore giovanile, che comunque utilizzerebbero l’impianto. «Dovrei fare il custode per le altre società», tuona il presidente della Rosetana, «piuttosto porto la squadra a giocare a Montesilvano».
In attesa che i provvedimenti comunali diventino effettivi, la società calcistica locale ha ripreso la preparazione per la nuova stagione senza poter usufruire del campo da gioco, a causa dell’assenza di un custode. «Siamo l’unica squadra di Promozione che ad oggi non ha un campo», rileva Lamedica, «siamo costretti a mercanteggiare fra Pineto e strutture private, spendendo soldi altrove per allenarci. Senza considerare le enormi difficoltà che stanno incontrando i nostri ragazzi». Il presidente biancazzurro sottolinea ancora una volta lo stato di degrado che riguarderebbe da diverso tempo il terreno di gioco. «Al Fonte dell’Olmo è rotta la pompa, non si può innaffiare», ribadisce Lamedica, che assieme alla Universal Roseto di Claudio Caporaletti e l’As Roseto calcio di Camillo Cerasi, gestisce 400 ragazzi tra giovanili, juniores e prima squadra, «abbiamo anche rotto la macchina per tagliare l’erba perché questa era diventata troppo alta. Dal Comune abbiamo saputo che potremo rientrare nell’impianto dal 1° settembre, ma in che condizioni troveremo il campo?». Il dirigente del sodalizio calcistico infine evidenzia il rammarico per la mancata volontà di apportare migliorie all’impianto da parte del Comune. «Duole vedere un bene comune rovinato così», conclude Lamedica, «senza ad esempio usufruire del superbonus 110%, che avrebbe permesso interventi per la messa in sicurezza dell’impianto e migliorie che avrebbero garantito risparmi. L’amministrazione però è sempre stata silente e assente».
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