Indagata per le botte alle figlie: due sorelline davanti al giudice

Le ragazzine sono state ascoltate nel corso di un incidente probatorio dopo le accuse alla mamma La donna in passato ha denunciato di essere stata vittima di maltrattamenti da parte del marito
TERAMO. Il primo passaggio di un’inchiesta complessa si consuma nella stanza del tribunale riservata agli incidenti probatori. Qui due ragazzine minorenni parlano davanti agli psicologi e rispondono alle domande di magistrati e avvocati.
La loro mamma, che in passato ha denunciato di essere stata vittima di maltrattamenti da parte del marito, è accusata di averle picchiate quando si trovavano nella casa protetta in cui sono state ospitate proprio dopo la denuncia della donna nei confronti dell’uomo. L’incidente probatorio è stato disposto dal gip Lorenzo Prudenzano che ha accolto la richiesta del sostituto procuratore Enrica Medori, il pm titolare del fascicolo. Una indagine complessa e delicata come lo sono tutte quelle che riguardano i minori. E in questo caso non solo. Perché questa è un’inchiesta che nasce da una storia di maltrattamenti familiari con una donna che prende coraggio, denuncia il compagno che la picchia e la minaccia di portarle via le figlie, chiede aiuto e viene ospitata in una casa protetta con le piccole dove nasce la seconda indagine che la vede indagata. Ora, dopo l’incidente probatorio, la Procura deciderà se chiedere l’archiviazione o proseguire.
L’incidente probatorio, nelle inchieste che coinvolgono i minori, rappresenta un passaggio giuridico fondamentale così come stabilito dalla Carta di Noto che ormai da tempo detta le linee guida per l’esame dei minorenni. Un istituto indispensabile per la Carta che individua e descrive protocolli da seguire in relazione all’esame del minore che si ipotizzi vittima di abusi e che all’articolo 7 recita: «L’incidente probatorio è la sede privilegiata di acquisizione delle dichiarazioni del minore nel corso del procedimento». Va detto che le linee guida contenute nella Carta di Noto rappresentano suggerimenti diretti a garantire l’affidabilità delle metodologie utilizzate a partire proprio dalla raccolta della testimonianza al fine di garantire la tutela dei diritti del minore nel rispetto dei principi costituzionali del giusto processo.
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