Infornata bis di arresti Nucifora va ai domiciliari

Ordinanza bis per 15 delle persone già fermate a maggio. Cade l’aggravante di aver agevolato una cosca di ’ndrangheta, nuove partite truccate in Calabria
CATANZARO. Un marciume nauseabondo: non ha usato mezzi termini il capo della squadra mobile di Catanzaro, Rodolfo Ruperti, per descrivere i sentimenti provati durante le indagini sul calcioscommesse dell'operazione Dirty soccer, che ieri ha avuto un nuovo sviluppo con l'arresto di 15 delle persone già sottoposte a fermo il 19 maggio scorso. Ieri, infatti, gli investigatori della mobile hanno riportato in carcere alcuni dei fermati, in esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip su richiesta del sostituto procuratore antimafia di Catanzaro Elio Romano che ha chiesto provvedimenti cautelari nei confronti di 31 persone, 26 delle quali già fermate.
Richiesta accolta in parte dal giudice che ha disposto il carcere per cinque, gli arresti domiciliari per altri dieci e due obblighi di presentazione alla polizia giudiziaria. Ai domiciliari è finito un volto noto del calcio abruzzese, Enzo Nucifora, 69 anni, siciliano residente a san Benedetto del Tronto. Nucifora era già stato fermato tre settimane fa nell'ambito della stessa operazione e, in quell'occasione, aveva accusato un malore con la necessità di ricovero in ospedale. Fino a dicembre è stato il ds della Torres (Lega Pro). Ha lavorato per tante società di serie C e B, tra cui Messina e Avellino. In Abruzzo è conosciuto (anche) per le esperienze alle dipendenze del Pescara, nel 2007, in Prima divisione; e nel Chieti, dapprima nel 2003 alla corte del presidente Buccilli e poi con Bellia al timone. L’avvocato è anche un personaggio noto dei salotti televisivi abruzzesi e marchigiani, chiamato spesso in qualità di opinionista.
È caduta la contestazione dell'aggravante di avere agevolato la cosca di 'ndrangheta degli Iannazzo di Lamezia Terme - ipotizzata per la presenza di uno degli elementi di spicco della consorteria, Pietro, consulente di mercato nel Neapolis - ma il giudice ha comunque riconosciuto l'esistenza di due organizzazioni di cui facevano parte, a vario titolo, dirigenti, allenatori e calciatori, dedite a truccare le gare per poter ottenere vincite alle scommesse. In carcere ieri sono finiti Pietro Iannazzo, consulente di mercato del Neapolis e ritenuto elemento di spicco dell'omonima cosca di 'ndrangheta (che era già detenuto per associazione mafiosa); Mario Moxedano, presidente del Neapolis; Mauro Ulizio, dg del Monza e dg di fatto della Pro Patria; Raffaele Pietanza, uomo fiducia di Massimiliano Carluccio e Marcello Solazzo, altri due indagati; ed Edmond Nerjaku, imprenditore e finanziatore. Altre dieci persone sono andate invece ai domiciliari e tra queste c’è Nucifora.
Nell'inchiesta sono finiti anche nuovi indagati, fra dirigenti e calciatori del campionato di Eccellenza Calabria, accusati di avere truccato le partite Paolana-Palmese e Castrovillari-Scalea, entrambe del 29 marzo scorso, per consentire al Sambiase - formazione del lametino - di evitare la retrocessione. E questo non è altro che un nuovo step di una indagine che va avanti con celerità anche per consentire alla giustizia sportiva di fare il proprio compito prima della definizione dei calendari.

