Itis, 50 anni nel nome di un eroe

19 Dicembre 2010

Celebrato il mezzo secolo dell'Alessandrini, ha sfornato 5.200 diplomati

 TERAMO. Dalle sue aule e dai suoi laboratori è uscita un'intera generazione di tecnici, periti e imprenditori della piccola e media industria e dell'artigianato locale. Sono stati oltre 5.000 gli studenti che si sono diplomati all'Istituto tecnico industriale statale "Emilio Alessandrini" negli ultimi cinquant'anni.  Ieri l'Itis teramano ha festeggiato il suo mezzo secolo con una cerimonia che ha voluto ricordare i protagonisti del lungo percorso dell'istituto. A partire dall'ospite d'onore, Marco Alessandrini, figlio del magistrato Emilio - al quale è intitolata la scuola - ucciso nel 1979 da un commando armato del gruppo di estrema sinistra Prima Linea. Con lui, a fare gli onori di casa, c'era la dirigente dell'Itis Stefania Nardini, insieme al sindaco Maurizio Brucchi e al presidente del tribunale, Giovanni Spinosa.  IL PARTERRE. Pochi gli studenti presenti all'iniziativa a causa dei problemi legati al maltempo e al prolungarsi del periodo di chiusura delle scuole. Tante invece le personalità presenti, a partire dai due storici presidi - entrambi ex primi cittadini di Teramo - Pietro D'Ignazio e Angelo Sperandio, rispettivamente al comando dell'Itis dal '77 al '96 e dal '97 al 2007. Con loro anche il questore, Amalia Di Ruocco, il vice prefetto Salvatore Marino, il dirigente dell'ufficio scolastico provinciale Lantino Romani e tanti ex studenti, tra i quali l'assessore Guido Campana, l'onorevole Serafino Pulcini e i docenti universitari Angelo D'Archivio, Antonio Di Stefano e Giuseppe Falini.  LA STORIA. L'Itis nasce cinquant'anni fa in quella che è l'attuale sede della scuola media Savini, un tempo invece sede dell'istituto per l'artigianato. Poi un breve trasferimento in alcuni locali in via Tevere, per arrivare nel 1964 all'attuale sede in via Marino. In questi anni sono stati 5.226 i diplomati, dei quali 1.898 in elettrotecnica, 1.500 in meccanica, 1.036 in chimica, 673 in telecomunicazioni, 106 in confezioni industriali e 13 in informatica, l'ultima specializzazione che l'anno scorso ha sfornato i primi diplomati. Memoria storica è il vice preside e decano dell'istituto, Pier Vittorio Di Vittorio, in ruolo dal 1975. «Inizialmente c'era l'idea di intitolarlo ad un sacerdote teramano appassionato di scienze, Berardo Quartapelle», racconta, «poi il periodo nero del terrorismo e la grande ammirazione per la figura di Alessandrini portarono alla scelta del suo nome nel 1981».  ALESSANDRINI. «È strano, ma fino a quando non mi hanno invitato qui non sapevo che esistesse una scuola intitolata a mio padre», ha spiegato Marco Alessandrini, «questo fa capire come per un lungo periodo in Italia le vittime del terrorismo non abbiano avuto voce. Ora le cose sono cambiate, anche se gli scontri accaduti a Roma l'altro giorno mi hanno riportato con la mente a quei giorni. Gli anni di piombo per troppo tempo sono stati un tabù, ma io voglio ricordare mio padre soprattutto come un giovane magistrato che amava il suo lavoro e lo affrontava con il sorriso sulle labbra. Con questo ricordo voglio dare i miei auguri all'Itis: cinquant'anni ma non li dimostra!».

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