La Fiab: enti in ritardo sulle nomine dei mobility manager

13 Gennaio 2022

TERAMO. Un obbligo di legge che più di un ente teramano sta disattendendo. E a rischio ci sono fondi per oltre 184mila euro. La Fiab (Federazione italiana ambiente e bicicletta) di Teramo torna sulle...

TERAMO. Un obbligo di legge che più di un ente teramano sta disattendendo. E a rischio ci sono fondi per oltre 184mila euro. La Fiab (Federazione italiana ambiente e bicicletta) di Teramo torna sulle nomine, mancate, della figura del mobility manager e invoca un cambio di passo sul tema specifico e sulla mobilità in generale.
Quella del mobility manager è una presenza richiesta dalla legge nei capoluoghi di provincia e in enti, aziende, scuole e università che hanno la sede nei loro territori. «Il Governo ha messo a disposizione 50 milioni di euro per finanziare le azioni inserite nei Piani degli spostamenti casa-lavoro (Pscl) o casa-scuola, a patto che gli stessi fossero stati approvati entro il 31 agosto scorso. A Teramo sono stati assegnati 184.443 euro ma non ci risulta che ci siano enti, Comune in testa, che abbiano approvato i propri Pscl entro la data prevista, per cui si rischia che tale somma torni indietro», scrive la Fiab, sottolineando come con una delibera del 16 dicembre scorso il Comune di Teramo abbia costituito un ufficio del mobility manager composto da un ingegnere, a cui affidare l’incarico di mobility manager aziendale e d’area, un geometra e un istruttore amministrativo «adempiendo così, seppur con ritardo, agli obblighi di legge. Ma tutti gli altri enti del territorio? La Provincia, la Asl, l’Università, i vari uffici statali con più di 100 dipendenti, hanno provveduto a nominare i propri mobility manager e a redigere i Piani degli spostamenti casa-lavoro? A quanto ci risulta solo l’Agenzia delle Entrate è organizzata in tal senso, a livello nazionale, con un mobility manager degli uffici centrali, che svolge anche le funzioni di coordinatore, e da ulteriori 83 mobility manager nominati. Per il resto tutti sembrano ignorare l’obbligo normativo e così anche i finanziamenti, seppur limitati, tornano al mittente».
La Fiab spiega come in tempi di pandemia il tema si faccia ancora più centrale, al punto che anche nell’ultima circolare sul lavoro agile «si sottolinea l’importanza di tale figura per l’organizzazione degli ingressi/uscite dei lavoratori e per evitare assembramenti, anche sui mezzi pubblici. Inoltre il mobility manager d’area comunale deve essere parte attiva del gruppo di lavoro per la redazione del Pums, Piano urbano della mobilità sostenibile, raccogliendo tutte le istanze avanzate attraverso i singoli piani di spostamento casa-lavoro, di enti, aziende, scuole», scrive la Federazione per ambiente e bicicletta confidando in un risveglio generale delle istituzioni «per migliorare le condizioni di lavoro e la vita di tutti i cittadini, in particolare in questo periodo di pandemia». (v.m.)