La fontana di parco Savini invasa da rifiuti ed erbacce

L’acqua sporca e maleodorante crea disagi in chi frequenta l’area verde La zona è stata ripulita dai migranti ma i sacchi con gli sfalci sono rimasti lì
ROSETO. Fontana della pineta Savini invasa da rifiuti, bottigliette di plastica, rami ed erbacce, che hanno reso l’acqua stagnante, maleodorante e con una strana schiuma ben visibile. Non è la prima volta che si verificano episodi simili nella costruzione presente all’interno del parco della zona nord di Roseto, il cui sottopasso pedonale collega la statale 16 con il lungomare. Le varie amministrazioni negli anni passati sono poi corse ai ripari, ripulendo la fontana. Lo stesso sindaco Sabatino Di Girolamo ha più volte evidenziato la propria volontà di aumentare la sorveglianza della struttura, per garantire un maggior mantenimento dell’ordine ma anche della pulizia. La pineta e gli strumenti (tra cui i giochi per bambini) presenti al proprio interno però continuano ad essere vittima di superficialità e dello scarso senso civico di alcuni cittadini. La sporcizia della zona non rappresenta certo un biglietto da visita dignitoso per Roseto sul piano turistico, essendo il luogo un punto di transito molto frequentato e che è soprattutto meta di bambini ed anziani che stazionano sulle vicine panchine. Soprattutto perché si tratta di un’area pubblica dove, al contrario di quanto sta succedendo altrove, la manutenzione è stata correttamente effettuata nei tempi stabiliti, anzi forse addirittura in leggero anticipo. Oltre un mese fa i migranti ospitati nel residence Felicioni hanno infatti accuratamente pulito l’intera area e tagliato l’erba di uno dei principali polmoni verdi presenti nel territorio rosetano. Un grosso supporto quello dato dai migranti per tenere pulita Roseto all’amministrazione comunale locale, che ha a disposizione un solo trattore e quattro operai che faticano a correre ai ripari in tantissime zone dove l’erba è cresciuta esponenzialmente in contemporanea. La manutenzione è stata ben eseguita nella pineta Savini, ma anche in questo caso il lavoro non è stato completato del tutto. Infatti i sacchi contenenti i residui vegetali raccolti sono ancora lì. Sono passati oltre quaranta giorni ma le buste rimangono accatastate in due punti del parco, in attesa che qualcuno le porti via. Sono tante le porzioni di verde del territorio in condizioni definite indegne anche dagli stessi amministratori. Ad esempio quelli presenti in alcune frazioni, che hanno più volte esposto, attraverso alcuni rappresentanti, le proprie lamentele in vari modi ma che solo in parte sono state accontentate. Oppure i giardini di Villa Clemente, lo storico edificio in stile liberty di fine ottocento che da tempo attende una manutenzione quantomeno provvisoria.
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