La processione notturna torna nelle vie del centro con oltre tremila fedeli

Il vescovo guida con il sindaco il corteo della Madonna Desolata alle 4 Grande partecipazione anche nel pomeriggio per il Cristo Morto
TERAMO . Il gesto di amore e vicinanza nei confronti dei profughi fuggiti dalla devastazione della guerra e la profonda devozione popolare che torna ad esprimersi lungo le strade del centro. I riti del triduo pasquale sono condensati in queste due immagini. Sono i volti e le emozioni restituite alla città dopo due anni di interruzione, a causa della pandemia, dai tradizionali appuntamenti che precedono la festa di domani.
A cominciare dalla celebrazione del Giovedì Santo che ricorda l’ultima cena di Gesù con la lavanda dei piedi agli apostoli. Il vescovo Lorenzo Leuzzi ha voluto attualizzarla ripetendo il gesto di Cristo di fronte agli ucraini costretti a lasciare il loro Paese per sottrarsi all’orrore del conflitto che continua a spargere morte e distruzione. È stato un momento, quello vissuto in cattedrale, dal forte valore simbolico per un popolo che si appresta a vivere una Pasqua di sofferenza, nell’auspicio che possa infondere una rinnovata speranza di pace. Così come particolarmente sentita e partecipata è stata la processione della Desolata, partita alla 4 del mattino di ieri, con il vescovo, il sindaco Gianguido D’Alberto e circa tremila fedeli al seguito della statua nella Madonna nel percorso tra le chiese del centro che richiama l’accorta ricerca da parte di Maria del figlio catturato e condannato a morte. Una «processione notturna» l’ha definita Leuzzi al termine del corteo con le prime luci dell’alba a rischiarare piazza Orsini «testimonianza di vita che unisce la nostra comunità alla Madonna in una devozione forte e radicata». Altrettanto sentita e nutrita è stata la partecipazione alla processione del Cristo morto che, nel pomeriggio di ieri, ha visto sfilare lungo le vie del centro le statue raffiguranti il feretro di Gesù e i simboli della Passione e della Crocefissione anche in questo caso con la guida del vescovo tra ali di folla ad assistere al passaggio. Oggi la comunità ecclesiale resterà in silenzio, senza celebrazioni e campane mute, in attesa della veglia che in tarda serata accompagnerà la Resurrezione e precederà l’inizio del periodo festivo per la Pasqua. (g.d.m.)
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