La stazione non può ospitare l’associazione carabinieri

7 Novembre 2020

ALBA ADRIATICA. Comune di Alba Adriatica e volontari dicono “no” al trasferimento della sede dell’Associazione nazionale carabinieri nei locali della stazione ferroviaria come deterrente per gli atti...

ALBA ADRIATICA. Comune di Alba Adriatica e volontari dicono “no” al trasferimento della sede dell’Associazione nazionale carabinieri nei locali della stazione ferroviaria come deterrente per gli atti illeciti, soprattutto lo spaccio e il consumo degli stupefacenti. «Sentiti i referenti dell’associazione, i medesimi riferiscono di aver già effettuato un sopralluogo nei locali della stazione, risultati inidonei a ospitare una postazione operativa della stessa»: così il vicesindaco albense Alessandra Ciccarelli, che è anche delegata alla sicurezza, scrive nella lettera ufficiale di risposta inviata ieri alla Pro loco Città di Alba Adriatica, che a sua volta martedì aveva protocollato una richiesta in tal senso. Continua la missiva: «Tuttavia mi corre l’obbligo di aggiungere che, in virtù della convenzione scritta e a seguito di specifici accordi con l’amministrazione comunale, i predetti volontari garantiscono nelle ore serali i servizi di osservazione e vigilanza dinamica sia nella zona stazione, che in altri luoghi sensibili del territorio albense. Giova infine ricordare che il ripristino della sicurezza urbana, intesa come attività di ordine pubblico di contrasto all’attività di spaccio, è demandata alle forze di polizia e militari sotto il coordinamento del questore, non potendosi delegare a volontari di associazioni». Anche l’amministrazione Casciotti, così come quella Piccioni che l’ha preceduta, chiude quindi le porte alla proposta della Pro loco storica, che da anni si è resa disponibile ad offrire ai volontari dell’Anc uno dei locali che ha in affidamento da parte di Ferrovie dello Stato.
A riportare questa volta il tema al centro del dibattito è stata la tragedia di dieci giorni fa, quando un uomo ha perso la vita dopo essersi accasciato al suolo in overdose proprio nel bar dello scalo, davanti agli occhi dei clienti del bar e dei pendolari. Renato Pantoli, presidente della Pro loco Città di Alba Adriatica, è tornato quindi a parlare pubblicamente delle condizioni della stazione, considerata una centrale dello spaccio, ma anche della necessità di una presenza costante e di interventi strutturali di recupero urbano. È chiaro, ad ogni modo, che tra Pro loco e amministrazione Casciotti i rapporti sono tutt’altro che distesi.
Luca Tomassoni
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