La Uil: noi siamo i veri difensori dei precari

Rottura su Teramo Lavoro, il segretario Di Girolamo accusa la Provincia: non ci faremo intimidire

TERAMO. Acque agitate in Provincia, sulla Teramo Lavoro. Due lettere aperte sono state inviate in questi giorni. La prima, da un gruppo di precari della Teramo Lavoro che ha scritto ai vertici nazionali e regionali della Uil Fpl in cui si critica l’atteggiamento del segretario Alfiero Di Giammartino che, subito dopo aver firmato con Cgil e Cisl l’accordo per il rinnovo dei contratti dei 100 precari della società, ha inviato un esposto alla magistratura e all’Unione europea, tornando a esporre dubbi sulle procedure di gestione dei fondi europei con cui gran parte dei precari viene pagata. I precari, nel chiedere ai vertici del sindacato se siano a conoscenza di quanto fatto da Di Giammartino, hanno rilevato che lo stesso è dipendente della Provincia e che questo può creare un conflitto di interessi. Infine hanno espresso massimo sostegno al presidente Catarra. A loro e alla Provincia che, dopo la nuova denuncia della Uil, ha rotto le relazioni con questo sindacato e annunciato azioni legali, replica il segretario provinciale Uil Gianluca Di Girolamo. Che, in primis, rivendica il diritto di esercitare in assoluta libertà «le proprie prerogative e, dove si renda necessario, chiedere l'attivazione dei controlli previsti dalla legge per tutelare e salvaguardare il bene e l'interesse pubblico. Sicuramente riteniamo che nessuno ha il diritto di scegliersi la controparte con cui confrontarsi a seconda del gradimento o meno delle azioni poste in campo, pertanto siamo immediatamente a diffidare chiunque intenda operare in tal senso.Se qualcuno pensa di limitare questo tipo di azione sindacale, o se qualcun altro ritiene di scoraggiare questo sindacato con unilaterali atti di preclusione alla libera attività sindacale, si sbaglia ancor di più: la Uil non si lascia intimidire ed intende rimanere dalla parte dei lavoratori e della legalità». Di Girolamo ricorda che nel 2010 solo la Uil Fpl ha cercato di ottenere la stabilizzazione dei precari ma la giunta rifiutò per «incompresibili motivi». Non solo. Di Girolamo aggiunge che sulla gestione della società in house sin dall'inizio la Uil Fpl aveva sollecitato Catarra ad apportare «correttivi per consentire non solo il rispetto delle regole ma, soprattutto, per facilitare il normale evolversi dei servizi e delle connesse attività, anche in relazione dal peculiare finanziamento, dato dalle risorse europee a cui attingere, e non ultimo, per assicurare un "qualche futuro" ai lavoratori interessati». Sulla lettera dei precari «pur non condividendone in toto gli astiosi rilievi e la forma anonima, non ritengo di entrare in polemica con i lavoratori , in quanto consapevole del loro stato di esasperazione, di disperazione, di frustrazione e di bisogno e della loro condizione di "debolezza" a cui sono stati costretti, e poiché convinto che, ancora una volta, vengono, poco nobilmente e responsabilmente, strumentalizzati per scopi e fini estranei alla loro condizione, sia di lavoratori precari che, soprattutto, di padri e madri di famiglia».

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