La Via crucis trasfigura i resti del teatro romano

Circa 400 fedeli assistono alla celebrazione voluta dal vescovo Leuzzi Protagonisti i giovani delle parrocchie, che leggono preghiere scritte da loro
TERAMO. Circa quattrocento persone hanno sfidato la pioggia e la temperatura tutt’altro che primaverile per assistere ieri sera alla prima edizione della Via crucis nel teatro romano di Teramo, un evento fortemente voluto dal vescovo Lorenzo Leuzzi. Nella cavea, tra i resti di età imperiale, si sono succedute tredici stazioni della Passione di Cristo, mentre la quattordicesima è stata celebrata nella parte rialzata del teatro. A portare la croce si sono alternati alcuni giovani della diocesi, e altri – appartenenti a 14 parrocchie del territorio comunale – si sono occupati delle letture e hanno recitato preghiere scritte da loro stessi. Proprio ai giovani, ai quali tiene in modo particolare, il vescovo Leuzzi ha voluto dedicare questo rito pasquale inedito a Teramo. E a fine celebrazione ha detto: «Sono rimasto sorpreso dalla profondità delle preghiere recitate dai giovani. È mia intenzione ripetere questo evento il prossimo anno, se lo Spirito santo ci aiuta».
Alla Via crucis hanno assistito tutte le principali autorità cittadine, dal prefetto al sindaco (con buona parte della giunta) alle autorità militari. I presenti sono rimasti colpiti dallo scenario: il teatro romano, illuminato sia dal basso che dall’alto, è apparso uno scenario particolarmente suggestivo. E molti hanno commentato che qualora – com’è in programma – venissero abbattuti i palazzi Adamoli e Salvoni, che insistono sull’antica cavea, il luogo acquisterebbe un fascino eccezionale.
Dopo l’antipasto della Via crucis, i tradizionali riti della settimana santa a Teramo torneranno a partire da giovedì per culminare, venerdì, con le due processioni.(d.v.)
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