«La zona franca urbana è una presa in giro»

12 Ottobre 2017

Il collegio dei costruttori Aniem chiede ai parlamentari abruzzesi di modificare il decreto legge

TERAMO. «La zona franca urbana è una presa in giro per le nostre imprese. Il decreto così com’è stato impostato permetterà solo in pochissimi casi di beneficiare delle agevolazioni. Le domande potranno essere presentate dal 23 ottobre 2017 ma quelle delle imprese Teramane si conteranno sulle dita di una mano». Questo il commento, senza troppi giri di parole, di Fiorenzo Polisini, presidente dell’associazione dei costruttori edili Aniem di Termo. L’organizzazione imprenditoriale ha effettuato un’indagine a campione dalla quale si evince che su cento imprese associate all’Aniem solo due o tre potranno usufruire godere delle esenzioni fiscali e degli sgravi contributivi previsti. Che sono un’esenzione dall’imposta sui redditi prodotti dalle imprese con sede nella zona franca fino a centomila euro, esenzione dell’Irap fino a trecentomila euro, esenzione dai tributi municipali ed esonero dal versamento dei contributi previdenziali e assistenziali. Il decreto non funziona, secondo l’Aniem, perché il periodo temporale nel quale dimostrare di aver avuto una riduzione del fatturato di almeno il 25%, condizione necessaria per poter accedere alle agevolazioni, «è totalmente inappropriato: per la quasi totalità delle aziende gli effetti negativi, dovuti ai vari eventi sismici, non sono misurabili immediatamente e quindi dimostrare la riduzione del fatturato dal 1° settembre 2016 al 31 dicembre 2016 rispetto al corrispondente periodo 2015 è troppo penalizzante». Inoltre, l’Aniem lamenta una disparità di trattamento tra comuni distanti pochissimi chilometri l’uno dall’altro. «Infatti», sostien l’associazione, «per quelli inseriti nel cratere in un secondo momento, come Isola del Gran Sasso o Colledara ad esempio, la riduzione del fatturato va calcolata non sul 2016 rispetto al corrispondente periodo 2015 ma dal 1° febbraio 2017 al 31 maggio 2017 rispetto al corrispondente periodo 2016: se fosse questo il parametro per tutti, molte più imprese avrebbero diritto di accesso ai benefici». L’Aniem fa quindi un appello ai parlamentari abruzzesi «affinché si attivino per far correggere questa norma scellerata e di farlo in fretta perché il tempo è scaduto». «La zona franca», conclude l’Aniem, «dovrebbe essere anche un’arma contro lo spopolamento, lo stimolo in più per far rimanere imprese e persone sui propri territori e invece così com’è stata concepita avrà l’effetto contrario. (red.te.)
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