Le due dipendenti Asl sospese vanno al tribunale del Riesame

27 Maggio 2021

Ricorso sia contro il provvedimento di interdizione di tre mesi sia contro il sequestro dei soldi La Procura: lasciavano il posto di lavoro per fare spese. La difesa: lo facevano per i pazienti

TERAMO. È un altro passaggio di natura giuridica a scandire il caso delle due dipendenti della Asl di Teramo sospese dal servizio con l’accusa di essersi assentate dal posto di lavoro. Il medico e l’assistente sociale hanno fatto ricorso al tribunale del Riesame sia per la misura personale, ovvero il provvedimento di sospensione dal lavoro per tre mesi disposto dal gip, sia per il sequestro delle somme di denaro (nel primo caso la competenza è del tribunale dell’Aquila, nel secondo di quello di Teramo).
Il medico Lorella Prosciutti, 61 anni, e l’assistente sociale Liliana Di Nicola, 63 anni, in servizio nella Rsa psicogeriatrica di Casalena, sono accusate di truffa e false attestazioni. Secondo l’autorità giudiziaria in più occasioni si sarebbero assentate dal posto di lavoro per fare acquisti e spese varie timbrando il cartellino l’una al posto dell’altra facendo così risultare sempre la presenza sul posto di lavoro anche quando in realtà non sarebbe stato così.
Accuse che le due indagate, entrambe assistite dall’avvocato Gennaro Cozzolino, respingono con forza sostenendo di aver sempre rispettato le regole e di essersi assentate, laddove questo è contestato, solo per venire incontro alle esigenze dei pazienti in un particolare momento come quello della pandemia. Secondo l’autorità giudiziaria le due si sarebbero assentate dal posto di lavoro per fare acquisti, secondo la difesa delle indagate entrambe sarebbero uscite solamente per fare acquisti necessari agli anziani ospiti della struttura proprio in considerazione delle restrizioni legate al Covid e in molti casi di averlo fatto anche su delega dei familiari degli stessi pazienti che per il Covid non potevano visitarli.
La Procura (il pm Davide Rosati è il titolare del fascicolo) aveva contestato anche la falsità ideologica che il giudice firmatario dell’ordinanza di sospensione (il gip Lorenzo Prudenzano) non ha ravvisato. Le indagini, portate avanti dai carabinieri del nucleo investigativo del comando provinciale dell’Arma su delega dell’autorità giudiziaria, hanno riguardato un periodo compreso tra gennaio e febbraio di quest’anno. Un arco di tempo in cui i militari hanno operato con l’installazione di un sistema di videocamere nei locali dell’azienda sanitaria in cui le due lavorano e di impianti Gps nelle vetture di entrambe. Gli atti sono stati portati a conoscenza dell’azienda sanitaria per eventuali provvedimenti disciplinari.
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