Le due sorelle ristoratrici: «Così lo Stato non ci aiuta»

21 Dicembre 2020

Vanessa Panella è la giovane di Castiglione diventata mamma da positiva Oggi sfida il virus con l’attività di famiglia: «I locali sono sicuri, fateci aprire»

TERAMO. Prima di essere mille altre cose questa è una storia tutta da raccontare nel nome di Vanessa. A 32 anni una prima sfida con il Covid l’ha vinta ad aprile quando da positiva ha partorito il suo Ascanio che oggi non le stacca gli occhi di dosso.
Erano i giorni più neri del lockdown soprattutto per chi, come lei, vive in quella Castiglione Messer Raimondo che piange ancora le sue 14 vittime della prima ondata. Ma quando il mondo si ferma serve il coraggio di una mamma per farlo continuare a girare. E lei non si arrende. Perché Vanessa Panella è una imprenditrice, titolare di un ristorante insieme alla sorella Marzia che fa la chef. Uno dei tantissimi locali che durante queste feste dovrà rimanere chiuso. «Fino a questo momento siamo riuscite a sopravvivere», racconta, «inventandoci di tutto con l’asporto e con delle sagre virtuali. Ma oggi comincia veramente ad essere sempre più difficile andare avanti. Io e mia sorella non ci arrendiamo, ma in questo periodo è davvero difficile perché sembra che solo i locali siano responsabili del contagio. Noi, come tutti i ristoratori, abbiamo fatto investimenti su investimenti per garantire sicurezza e distanziamento sociale. I locali sono sicuri, ma nonostante questo il governo continua a tenerli chiusi in questo balletto di colori. Noi siamo i primi a garantire la salute dei nostri clienti, ma questa sta diventando veramente una corsa ad ostacoli».
Vanessa asciuga ogni retorica perché ai tempi di una pandemia che sembra infinita il mondo cambia così in fretta che diventa sempre più difficile trovare la parole giuste per descriverlo. «Vogliamo parlare dei ristori?», aggiunge la ristoratrice, «qualcosa è arrivata nel mese di novembre ma li abbiamo usati tutti per pagare le tasse del momento. Praticamente quello che lo Stato ci ha dato lo abbiamo ridato allo Stato. Io vivo in un piccolo centro e devo dire che la nostra amministrazione comunale ha fatto e fa davvero tanto per noi ristoratori, ma certamente siamo un piccolo centro e il passaggio è quello che è. Non siamo in una grande città e nemmeno in una piccola. Siamo in un paese. Nonostante tutto fino a questo momento con l’asporto e con tante idee siamo riuscite a sopravvivere. Il futuro, però, mi sembra veramente difficile e proprio per queste le feste potevano essere un momento buono anche rimanendo aperti solo per l’asporto».
Ma esiste la giusta distanza anche dalla paura e questo Vanessa lo sa. Lo ha imparato soprattutto ad aprile quando da positiva al Covid ha dato alla luce il suo bambino che non ha potuto vedere subito. «È stata difficile ma siamo usciti da quello che per me e mio marito è stato davvero un incubo. A Castiglione si sentivano solo le ambulanze e la gente moriva. Facevo nascere una vita e intorno a me c’era solo morte. È stato un momento duro, abbiamo attraverso quelle settimane come una tempesta ma nessuno di noi si è arreso». E anche ora che da giovane imprenditrice affronta una crisi senza precedente sa che ci vorranno tempo e pazienza per andare avanti senza mollare. E sa anche che il coraggio da mamma l’aiuterà a guardare oltre senza arrendersi. «La voglia di continuare c’è e sicuramente io e mia sorella non molleremo perché prima o poi questa pandemia finirà», conclude Vanessa, «certo in questo momento dico solo che da imprenditrice della ristorazione vorrei uno Stato più vicino».
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