Marcozzi contro Bucciarelli «Baratto amministrativo inutile»
TERAMO. Il baratto amministrativo è un palliativo, non risolve il problema. Ad affermarlo è il presidente del comitato di quartiere della Gammarana Alfonso Marcozzi. La sua valutazione sullo...
TERAMO. Il baratto amministrativo è un palliativo, non risolve il problema. Ad affermarlo è il presidente del comitato di quartiere della Gammarana Alfonso Marcozzi. La sua valutazione sullo strumento che consente di applicare sgravi fiscali ai cittadini che si prendono cura di beni pubblici differisce da quella del “collega” Domenico Bucciarelli. Quest’ultimo, da coordinatore dei comitati di quartieri e frazioni, in una lettera indirizzata al sindaco Gianguido D’Alberto, si è detto favorevole al baratto amministrativo sollecitando il varo di un regolamento che lo disciplini. Marcozzi fa una premessa circa l’organismo guidato da Bucciarelli. «La Gammarana», specifica, non fa assolutamente parte di quel comitato partitico che si spaccia come coordinamento».
Nel merito, poi, la soluzione caldeggiata nella lettera non piace affatto a Marcozzi. «Produce solo un effetto mediatico temporaneo», osserva, «ma non risolve il problema, ad esempio, delle manutenzioni. Al presidente della Gammarana non sfugge neppure l’utilità sociale del coinvolgimento dei cittadini nella cura del territorio, ma ben più efficace sarebbe «un piano con risorse, se ce ne sono disponibili e in che misura, luoghi e scadenze degli interventi».
Marcozzi ha già sollecitato questo tipo di programmazione che, a suo dire, sgombrerebbe il campo dal dubbio «che le manutenzioni si facciano per conoscenze personali e non per conoscenza dei problemi o al massimo per chi strilla di più». Il presidente cita il recente caso del taglio dell’erba allo svincolo della Gammarana che si è risolto «in una porcheria» e la pericolosa incuria nella quale versano l’area ex Adone e la scarpata che dal quartiere declina sulla Teramo-mare. «Lì basta un mozzicone di sigaretta gettato incautamente», avverte, «e va a fuoco tutto». Marcozzi chiama di nuovo in causa l’assessore alle manutenzioni Valdo Di Bonaventura. «C’è un’ordinanza che impone ai proprietari di tenere pulite le loro aree», sottolinea, «e l’amministrazione dovrebbe farla rispettare». Altrimenti, con operazioni solo «di facciata», si rischia di ripetere gli errori già visti in passato. «Senza un piano e ditte competenti a cui affidare i lavori», conclude Marcozzi, «sarà solo sollevata polvere». (g.d.m.)
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