Mariani al Pd: «Per rilanciare la sanità compattiamoci sull’ospedale unico»

Sandro Mariani (nella foto) chiama il Pd provinciale a compattarsi sull’ospedale unico e candidare la sanità teramana a un nuovo corso. Il capogruppo del Pd in consiglio regionale è tornato sul...
Sandro Mariani (nella foto) chiama il Pd provinciale a compattarsi sull’ospedale unico e candidare la sanità teramana a un nuovo corso. Il capogruppo del Pd in consiglio regionale è tornato sul tema alla luce delle ultime notizie emerse proprio dalle pagine del Centro di cinque strutture della Asl prive delle autorizzazioni sulla sicurezza. Un problema, quello degli ospedali e dei reparti datati, a cui le aziende sanitarie non riescono a star dietro per stessa ammissione del direttore generale Roberto Fagnano e a cui la politica è chiamata a dare risposte nuove. L’ospedale unico, per Mariani, è una di queste, e non è così astratta visto che in tre mesi ha in mente di chiudere le consultazioni con gli esponenti del suo partito e gli amministratori dei Comuni sul progetto che dovrà essere poi recepito dalla Regione. «I colleghi della mia maggioranza non hanno difficoltà a riconoscere per Teramo questo disegno che è coraggioso ma anche l’unico percorribile per fare un salto di qualità. Un'unica nuova struttura all’avanguardia per un bacino di 300mila abitanti significa catalizzare l’attenzione di qualificati medici che avrebbero tutto l’interesse a esercitare la professione nella nostra provincia con ricadute positive sulla mobilità attiva anche da fuori regione. Questo aprirebbe una riflessione sulla riconversione dei vecchi plessi con ricadute economiche positive, ma soprattutto significherebbe per Teramo guidare il suo futuro senza subire scelte dall’alto. Appare chiaro che nella sanità stiamo perdendo reparti e servizi un pezzo per volta. Dunque perché non essere pronti con un progetto del nuovo ospedale “firmato da Teramo” che possa candidare la nostra provincia ad avere un hub di secondo livello ad alta specializzazione? Le risorse ci sono e la politica deve saper ascoltare il cambiamento». (m.d.t.)

