Martinsicuro, cadavere ripescato in mare

15 Marzo 2017

Si tratta di un pensionato 67enne di Colonnella. Nessun segno di violenza sul corpo, non si esclude il suicidio

MARTINSICURO. L’allarme è scattato nella mattinata di ieri quando dei pescatori che erano su una barca hanno visto quel corpo galleggiare in mare, a circa cinquecento metri dalla costa. Sono stati loro i primi a chiedere aiuto. Pochi istanti dopo è intervenuta una motovedetta della guardia costiera e il corpo di Doriano Fanì, pensionato 67enne di Colonnella da qualche tempo residente a Martinsicuro, è stato recuperato. Un primo esame medico ha escluso segni di violenza. Gli investigatori, dopo aver raccolto delle testimonianze e fatto accertamenti, propendono per l’ipotesi del suicidio. Il pm di turno Luca Sciarretta, dopo aver disposto una ricognizione cadaverica, non ha ritenuto necessario far eseguire l’autopsia.

L’uomo, secondo le testimonianze raccolte dai carabinieri, spesso faceva delle lunghe passeggiate nella zona dell’approdo di Martinsicuro e anche ieri mattina è uscito di casa dicendo che andava a fare due passi. Niente, dunque, che potesse far presagire qualcosa di diverso. Intorno alle 10 è arrivato l’allarme dai pescatori che erano in barca. Sono stati loro i primi ad avvistare quel corpo che galleggiava e che, viste le condizioni, non era in acqua da molto tempo. Immediatamente è scattata la segnalazione e sul posto sono arrivate le motovedette della guardia costiera di Giulianova e di Pescara. Una volta recuperata la salma è stata trasportata all’ obitorio di Giulianova dove un primo accertamento ha escluso la presenza di segni di violenza. L’uomo è stato identificato dai documenti che aveva addosso.

I carabinieri hanno avvisato i familiari e avviato le indagini per ricostruire la dinamica dei fatti. Inizialmente si era diffusa anche la voce di una caduta accidentale in mare, forse causata da un malore che poteva aver colpito l’uomo mentre stava facendo la sua passeggiata. Ma gli accertamenti hanno sin da subito escluso questa eventualità facendo concentrare gli investigatori sulla ipotesi del suicidio. Nella zona dell’approdo non esiste un sistema di videosorveglianza e quindi non ci sono telecamere le cui immagini avrebbero potuto contribuire alla ricostruzione della esatta dinamica del fatto.(d.p.-s.d.s.)

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