Mastromauro insorge «Brucchi pensi ai guai di Teramo»

Nuova polemica politico-campanilistica dopo le parole del sindaco teramano ritenute offensive dal collega giuliese
GIULIANOVA. Scoppia una nuova polemica politico-istituzionale tra il sindaco di Giulianova Francesco Mastromauro e quello di Teramo Maurizio Brucchi. Ad innescarla, questa volta, un’affemazione di quest’ultimo che, parlando della perdita di prefettura e camera di commercio, ha detto che Teramo rischia di diventare «come Giulianova, ma senza mare». Il sindaco teramano ha espresso questo commento riferendosi alla riforma Madia sulla pubblica amministrazione, che prevede, tra le tante cose, proprio il dimezzamento delle camere di commercio e un ridimensionamento delle prefetture. A Mastromauro non è piaciuto affatto che Brucchi abbia preso come riferimento Giulianova. Non è la prima volta, tuttavia, che due sindaci, appartenenti a due opposti schieramenti politici (Mastromauro al Pd e Brucchi a Forza Italia) si becchino a distanza a suon di dichiarazioni pubbliche. «Brucchi ha messo le mani avanti», ha commentato Mastromauro, «dicendo che non voleva essere irriguardoso nei confronti di Giulianova. E secondo lui quel passaggio davvero infelice dovremmo ritenerlo un complimento? Purtroppo per lui, e per i suoi cittadini, Teramo sta attraversando una fase di grande declino, mentre Giulianova sta rafforzando giorno dopo giorno il suo ruolo di centro di riferimento per la città-territorio».
Il sindaco giuliese ha proseguito la difesa della sua amministrazione puntando il dito sulle tasse teramane e sul fatto che i cittadini di Teramo siano spremuti come limoni. «A Teramo la giunta Brucchi è in grande affanno», ha incalzato Mastromauro, «e inanella insuccessi quotidiani dovuti a carenze e approssimazioni. Prima di citare Giulianova il collega pensi a Teramo, sforzandosi, se possibile, di garantire ai suoi concittadini, che hanno tutta la mia comprensione e solidarietà, servizi puntuali senza spremerli come limoni. La ricetta gliela possiamo dare noi». Il primo cittadino giuliese, tuttavia, si è trovato d’accordo invece nel dire che la questione della perdita dei presidi pubblici sia un grande problema, che andrebbe affrontato facendo squadra e senza arroccamenti campanilisitici. «Ci vuole una politica di rete», ha concluso Mastromauro, «ma questo Brucchi dovrebbe saperlo bene, perché il sottoscritto lo ha detto sin dal 2010, laddove parlando di area vasta Teramo-Giulianova-Atri-Nereto sottolineavo la necessità di superare ogni campanilismo e logiche di appartenenza politica, come pure nel settembre 2012 in riferimento alla “città lineare” tra le località costiere».
Margherita Totaro
©RIPRODUZIONE RISERVATA

