Meno visitatori, centro deserto «È colpa del calo del turismo»

14 Agosto 2024

L’assessore Filipponi: «Risentiamo anche noi dell’andamento lento che c’è in tutta la provincia È necessario che istituzioni e operatori lavorino insieme per promuovere meglio il territorio»

TERAMO. È un'estate sottotono, almeno rispetto alle ultime, anche per Teramo città. L'onda lunga del generalizzato calo di presenze nelle località turistiche della provincia arriva fino alla città capoluogo, dove appare evidente una minore vivacità anche in occasione degli eventi del cartellone di Teramo Natura Indomita. Di visitatori, almeno fino a questa prima metà d'agosto, se ne sono visti in numero ridotto e i teramani rimasti in città quando possono, complice il gran caldo, scelgono brevi fughe al mare o in montagna.
IL CALO turistico
e l’analisi DELL’ASSESSORE
Nei giorni scorsi sui social alcuni commercianti del centro hanno lamentato il calo di presenze e l'affanno per il settore. Per l'assessore comunale al commercio e agli eventi, Antonio Filipponi, la situazione va analizzata in un'ottica più ampia di quella strettamente cittadina e comunale, ovvero tenendo conto in primis della crisi generale che sta riguardando il turismo in questa estate 2024. «Teramo è più vuota degli ultimi anni, questo è vero. C'è da dire che però questo calo è in linea con quello generale che arriva dai dati a livello regionale: parliamo di una flessione del 30% di presenze in tutto l'Abruzzo e in particolare nella provincia di Teramo», spiega Filipponi, che poi prova a fare un’analisi: «Le ragioni sono molte: dalle ridotte capacità di spesa delle famiglie ai costi per un soggiorno al mare fino alle politiche regionali che probabilmente sul settore turismo non sono sufficientemente efficaci. Non è una riflessione, la mia, tesa a fare lo scaricabarile. Tutt'altro. Penso che sia necessario che tutti gli attori si mettano al lavoro per collaborare e promuovere l'Abruzzo e la nostra provincia facendo un vero lavoro di squadra. Non è pensabile che sia tutto sulle spalle dei Comuni o delle associazioni: bisogna allargare il campo di azione». Per l'assessore questo campo di azione da allargare passa dagli operatori del settore del turismo e del commercio, «che sosteniamo in ogni iniziativa, ma da parte loro occorrono maggiore slancio e più proposte», dice Filipponi, per arrivare alla Regione che dovrebbe fare di più tramite «politiche e strategie più incisive».
EVENTI, CARTELLONE
MENO CORPOSO
A incidere sul calo di presenze in città c'è anche un cartellone di eventi, realizzato dal Comune con enti e associazioni del territorio con contributi inferiori rispetto al passato, meno corposo degli ultimi anni. Gli appuntamenti di maggior richiamo, infatti, sono stati fissati a settembre: Alfa, Elio e le storie tese, Cristiano De Andrè. Tempistiche «che non dipendono da noi, ma dalla disponibilità degli artisti», aggiunge Filipponi, «ma gli eventi svolti fin qui, da Frassica ai Subsonica fino ai tre concerti jazz di piazza Sant'Anna, hanno avuto presenze molto importanti. Vero è che Teramo, negli ultimi tre o quattro anni, ha vissuto estati decisamente vivaci: siamo passati da una città deserta e con zero eventi, a una carica di appuntamenti e iniziative. Abbiamo costruito una nuova visione di città: una città che può e deve vivere anche d'estate. Certo è che, dopo gli straordinari numeri delle ultime edizioni di Teramo Natura Indomita, quest'anno vedere un calo appare una stonatura». Gli eventi già svolti citati da Filipponi hanno portato in città complessivamente quasi cinquemila persone, ma a frenare gli afflussi a Teramo ci sono senza dubbio due elementi venuti meno rispetto all'estate scorsa: la chiusura per lavori del castello Della Monica, attrazione che da quando è tornata a disposizione è stata un potente traino per il turismo, e l'assenza di appuntamenti al parco fluviale.
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