Morte di Ceci, strada sotto accusa Indagati sindaco di Isola e tecnico

27 Luglio 2023

All’amministratore comunale e a un dipendente dell’ente viene contestato l’omicidio colposo La Procura ha disposto una consulenza sulle condizioni della sterrata in cui è avvenuto l’incidente

TERAMO. L’inchiesta giudiziaria muove i primi passi con l’obiettivo di accertare penalmente eventuali responsabilità per l’incidente stradale in cui è morto Gabriele Ceci, 53 anni, conosciutissimo direttore della Poliservice.
Con un primo interrogativo a guidare le mosse della Procura: ovvero le condizioni della strada sterrata comunale che da Pretara di Isola porta alle sorgenti del Ruzzo e su cui Ceci ha perso la vita. Nel fascicolo del sostituto procuratore Francesca Zani ci sono due indagati per omicidio colposo: il sindaco di Isola Andrea Ianni e un tecnico del Comune. In questa fase un atto dovuto visto che il magistrato ha disposto proprio una consulenza tecnica sulle condizioni della strada, consulenza da eseguire nel contraddittorio delle parti. Il primo cittadino di Isola preferisce non fare dichiarazioni dicendo di avere «massima considerazione e fiducia nei confronti dell’operato della magistratura». Obiettivo della consulenza tecnica in primis, così come si evince dagli atti, è quello di accertare le condizioni di sicurezza di quella strada che porta alle sorgenti del Ruzzo e che è percorribile solo da mezzi adeguati.
E mercoledì 12 luglio proprio alla sorgenti del Ruzzo era diretta la macchina Toyota Land Cruiser della Ruzzo Reti scivolata in una piccola scarpata a causa , secondo una prima ricostruzione della dinamica fatta dai carabinieri, di un cedimento di una parte della strada.
Al momento dell’incidente Ceci viaggiava sul sedile passeggeri anteriore. Su quello posteriore sedeva la presidente della Ruzzo Reti Alessia Cognitti e alla guida del mezzo, diretto alle sorgenti per un sopralluogo, c’era il direttore della società acquedottistica Pierangelo Stirpe. A frenare la caduta nella scarpata della vettura è stato un grosso albero contro cui il mezzo si è appoggiato proprio dalla parte del sedile dove si trovava Ceci. L’autopsia ha stabilito che a causare la morte dell’uomo sia stata una contusione cardiaca dovuta al trauma toracico-addominale che il manager si è procurato quando è rimasto schiacciato tra la jeep su cui viaggiava, e dalla quale era appena sceso dopo l’uscita di strada del mezzo, e l’albero. Quel giorno su quella strada c’erano anche altre vetture della Ruzzo Reti visto che era in programma il sopralluogo alle sorgenti tra tecnici della Ruzzo e quelli della Poliservice, la società multiservizi per la Val Vibrata che si occupa del ciclo integrato dei rifiuti ma anche di altri settori tra cui interventi di edilizia e bonifica.
La Procura sin dall’inizio ha stabilito di non procedere per omicidio stradale e nelle indagini delegate per la ricostruzione dell’incidente ha puntato da subito l’attenzione sulle condizioni di sicurezza della strada.
Ora saranno i tecnici nominati, al termine di una consulenza che si annuncia complessa, a stabilire se quella via avesse le condizioni di sicurezza tale per essere percorsa.
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