Museo Savini, in corsa otto ditte per la rinascita post-terremoto

Il Comune avvia la valutazione delle offerte per il progetto presentate da raggruppamenti di tecnici D’Alberto: «Avremo la documentazione entro la prima metà del 2024, poi l’appalto per il cantiere»
TERAMO. Otto società di professionisti in corsa per la gara di progettazione per la ricostruzione del museo archeologico Savini: entro poche settimane il Comune di Teramo, tramite l’apposita commissione già costituita, sceglierà la vincitrice che da quel momento avrà cinque mesi di tempo per depositare il progetto. Il museo, che aveva riportato importanti danni dal sisma del 2016, è stato inserito nel percorso della ricostruzione ottenendo di recente quasi dieci milioni di euro. L’intervento sarà complesso e delicato, anche per la presenza all’interno dell’edificio di tantissime collezioni che vanno spostate e tutelate. Le società che hanno presentato la propria candidatura per realizzare il progetto sono in realtà quasi tutte, sette su otto, raggruppamenti di singole società o professionisti (ingegneri, geologi, architetti, archeologici) sia abruzzesi che di fuori regione. La valutazione delle candidature sarà soprattutto di natura tecnica. Oltre che economica.
«Entro la prima metà del 2024 puntiamo ad avere la progettazione esecutiva e poter procedere poi con la gara d’appalto e l’inizio dei lavori: è un intervento di ricostruzione post sisma fra i più importanti in città», spiega il sindaco Gianguido D’Alberto, «abbiamo pagato le conseguenze del sisma e della mancanza di finanziamento per il museo archeologico, che ospita fra l'altro una delle sale, la San Carlo, più belle e prestigiose della nostra città. Quando ci siamo insediati, col primo mandato, non vi era stata neppure la messa in sicurezza dell’edificio e non c’era nemmeno un euro per la sua ricostruzione. Abbiamo avviato un percorso che in pochi anni ci ha permesso di mettere in sicurezza la struttura, attività particolarmente complessa per il patrimonio interno che custodisce, e contestualmente lavorare con l’allora commissario Giovanni Legnini e l’Usr per inserire il finanziamento per il museo. E abbiamo così ottenuto a fine 2022 circa dieci milioni di euro: fondi subito messi a sistema. Un iter che ci ha permesso di arrivare oggi, cioè entro la fine del 2023 così come ci eravamo prefissati, alla gara per affidare i servizi di progettazione».
L’amministrazione, prima con l’allora assessore alla cultura Andrea Core e ora con l'attuale assessore alla cultura Antonio Filipponi, sta lavorando anche per trovare una sistemazione adeguata al patrimonio storico e archeologico conservato negli spazi del muse Savini: sul tavolo ci sono un paio di soluzioni, entrambe individuate in città, «che stiamo valutando di concerto con la Sovrintendenza e che consentano di accogliere ed esporre almeno una parte dei beni custoditi nel museo», conclude D’Alberto.
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