Niente acqua di notte fino a domenica nel centro di Atri

L’Aca chiude dalle 22 alle 6 il serbatoio di Santa Chiara L’opposizione: «Bisognava comunicarlo in anticipo»
ATRI. Torna l’emergenza idrica ad Atri. Sulla pagina web dell’Aca (l’azienda acquedottistica pescarese, che serve il territorio atriano) lunedì è stato pubblicato questo avviso: «Viste le elevate temperature e l'aumento dei consumi idrici rilevati nei giorni scorsi, si è in previsione di effettuare manovre di chiusura del serbatoio di Santa Chiara. Le zone interessate alla riduzione idrica sono Atri centro nell’orario che va dalle ore 22 alle ore 6 del mattino seguente fino a domenica 10 luglio». L’avviso, viste le problematiche registrate negli anni scorsi, non lascia ben sperare per le prossime settimane e per il mese di agosto. Lo scorso anno un razionamento dovuto propri alla chiusura del serbatoio di Santa Chiara aveva interessato circa 6.500 abitanti del centro città e zone limitrofe. C’era stato anche lo stop al serbatoio di San Martino, che serviva 2.200 residenti nella zona tra contrada San Martino e Treciminiere.
Sul nuovo allarme lanciato dall’Aca il primo cittadino Piergiorgio Ferretti ieri ha dato alcune raccomandazioni alla popolazione: «Occorre in questo periodo fare un corretto uso dell’acqua potabile, che non va usata per innaffiare orti e giardini. Abbiamo interloquito con l’Aca e auspichiamo che il razionamento sia limitato a brevi periodi. La carenza idrica riguarda tutta l’Italia». Sui nuovi disagi che stanno colpendo gli atriani è intervenuto anche il consigliere di minoranza Giammarco Marcone, che fa parte della neonata coalizione “Atri Work in progress 2023” che racchiude tutte le forze d’opposizione. Ha detto: «Siamo di fronte a un’emergenza planetaria, il punto è che anche in passato ad Atri quando non c’era una dichiarata emergenza avevamo problemi: dovevamo prevenire il disagio. Forse andava sentita l’Aca in largo anticipo per programmare le chiusure, da comunicare in anticipo ai cittadini in modo tale che potevano organizzarsi. C’è poi lo spreco delle fontane pubbliche con getto continuo, che consumano ben tre litri di acqua al minuto. Qui il Comune può intervenire, anche facendo maggiori controlli e sanzionando chi spreca».
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