Nuovo ospedale, il Pd accusa: «L’intervento non si farà mai»

Per i consiglieri regionali Paolucci e Pepe il confronto tra Piano d’Accio e Villa Mosca non ha sbocchi: «È solo un enorme inganno creato dal centrodestra, mancano risorse e atti per costruire la struttura»
TERAMO . «Il più odioso tra gli inganni del centrodestra». I consiglieri regionali del Pd Silvio Paolucci e Dino Pepe bollano così il progetto per il nuovo ospedale provinciale. I due rappresentanti dell’opposizione intervengono a margine del dibattito riaperto sulla collocazione della struttura dopo il recente incontro tra il sindaco Gianguido D’Alberto e l’assessore regionale alla sanità Nicoletta Verì che ha rimesso in gioco l’ipotesi di riqualificazione del complesso di Villa Mosca in alternativa alla realizzazione di una nuova struttura a Piano d’Accio.
«In questi cinque anni di governo regionale non è stato aggiunto un solo euro ai 121 milioni stanziati dalla precedente giunta di centrosinistra e, come è noto, la somma disponibile non copre i costi di realizzazione, al di là del sito che verrà scelto», rilevano Pepe e Paolucci, «non sono rintracciabili in Regione atti che dicano ai teramani con quali risorse, quando e quale ospedale dovrebbe essere realizzato». I due consiglieri sottolineano di aver più volte chiesto chiarimenti «non con parole vuote e vane promesse da campagna elettorale, ma con atti, i soli con cui una forza di governo responsabile parla ai cittadini». Il dibattito in sostanza è lodevole ma inutile, a detta dei consiglieri del Pd, in quanto «il nuovo ospedale non verrà costruito perché mancano atti e fondi».
Secondo loro il sindaco Gianguido D’Alberto fa comunque bene a prevedere un consiglio straordinario dedicato alla collocazione della struttura sanitaria. «Magari sarà l’occasione per far sì che la giunta Marsilio produca qualcosa di concreto o quantomeno venga a spiegare ai teramani che non è stato in grado di programmare nulla», tengono a precisare Paolucci e Pepe. «A nulla servirà il tentativo maldestro di Verì di scaricare responsabilità su altri enti», insistono, «la Regione ha ammesso il rischio di perdere i fondi, ma avrebbe dovuto spiegare che ciò avviene per la propria incapacità di approvare una rete ospedaliera e reperire risorse. D’altra parte a rilevare le colpe regionali sull'edilizia sanitaria è la Corte dei conti». (g.d.m.)
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