«Opere pubbliche fatte a rate» Il Pd attacca l’amministrazione

Polemica dopo la riapertura del palasport che necessita di altri lavori per aumentare la capienza Il segretario Dem Di Bonaventura: «Ci sono tanti altri casi, dal plesso scolastico al bocciodromo»
TORTORETO. «Tortoreto è il paese delle opere pubbliche fatte a rate». Comincia così la nota polemica del Partito Democratico locale che risponde alla riapertura in pompa magna nei giorni scorsi del palazzetto dello sport di via Napoli, inaccessibile per dieci mesi a causa della sua inagibilità dopo l’ordinanza di chiusura firmata dal commissario prefettizio Francesco Tarricone. Il segretario del Pd di Tortoreto Mauro Di Bonaventura nel suo attacco non risparmia le amministrazioni Piccioni e Richi e nemmeno la gestione commissariale: «Siamo tutti contenti che gli atleti della pallavolo possano tornare nel palazzetto cittadino, ma quello che è successo non deve più accadere. Nel 2015 l’amministrazione Richi ha approvato il progetto preliminare per l’adeguamento alle norme di prevenzione incendi del palazzetto, per una spesa complessiva sommaria di 140 mila euro da dividere in due lotti. Ma sono dovuti passare quasi tre anni e una chiusura forzata dello stabile per attivare chi di dovere. E, dopo tutti i disagi vissuti, i lavori compiuti sono sufficienti solo per accogliere un pubblico di massimo 100 persone, visto che la tribuna resta chiusa e serviranno altri 70mila euro per sistemare l’intero edificio. Tutto questo mostra incapacità di risolvere i problemi senza crearne altri, spendono i fondi come fossero caramelle». Di Bonaventura, poi, continua la polemica citando altre opere pubbliche: «Di casi eclatanti ne abbiamo diversi: basti pensare al plesso scolastico del paese, un eterno cantiere dopo anni di ristrutturazioni, al bocciodromo aperto per pochi eletti, ai lavori per i giochi nel largo Marconi avviati e poi fermati, ai lunghi lavori della raccolta delle acque in via D’Annunzio, ai lavori urgenti per la riapertura della sede della Protezione civile. Abbiamo però speso 80 mila euro per sistemare una struttura che ha ospitato una scuola privata, ma solo provvisoriamente. Ci auguriamo che la politica la finisca di essere compiacente di questo modus operandi».
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