Orsini 63, appello degli inquilini «Di Gennaro sospenda gli sfratti»

9 Ottobre 2016

I residenti si fanno sentire: «Non possiamo essere le vittime di una guerra tra imprenditori» Si affidano a legali e associazioni e annunciano che non lasceranno i loro appartamenti

GIULIANOVA. Gli inquilini della palazzina "Orsini 63" di Giulianova tentano l'ultimo accorato appello: «Noi in mezzo ad una guerra in cui non c'entriamo: Di Gennaro blocchi gli sfratti, conviene anche a lui». A parlare, rispondendo anche alle parole di Flavio Di Gennaro dei giorni scorsi, è Cosimo Pastore, portavoce delle famiglie che abitano quegli appartamenti subaffittati dalle società riconducibili a Luca Liberati e che ora la ditta di Tortoreto a rischio fallimento vuole sfrattare: «Non siamo abusivi ed i nostri contratti con le società non sono ridicoli: siamo in regola e non ce ne andremo dagli appartamenti finché non sarà fatta luce sulla vicenda. Capisco la rabbia di chi vede in noi la figura di Liberati, con cui la Di Gennaro è in guerra, ma noi siamo vittime di questa situazione».

Nell'incontro pubblico che si è svolto eri mattina a fianco degli inquilini a rischio sfratto c'era anche Francesco Virgili dell'associazione nazionale contro il danno sociale Ancodas, che non ha risparmiato parole durissime: «Siamo davanti ad una violazione del diritto e alla vessazione nei confronti di inquilini per colpe di altri. Loro non sono sciacalli come li si descrive, sono vittime, così come tanti altri, come i creditori della Di Gennaro e chi ha acquistato appartamenti e oggi vive un disagio quotidiano nella palazzina. Noi non siamo contro l'imprenditore, anzi vogliamo evitare il fallimento della sua azienda, ma lui ha firmato contratti maldestri con le ditte legate a Liberati: 57 appartamenti per un valore di 18 milioni di euro, affidati a società appena nate, con mille euro di capitale sociale e con l'accollo di un mutuo da 10 milioni già revocato un anno e mezzo prima dalla banca. Era chiaramente una trappola, oppure c'era altro sotto un altro scopo». Poi continua Virgili: «Nel 2015 un legale si è inventato una morosità inducendo i giudici in errore, così Di Gennaro ha avviato gli sfratti. Chiediamo all'imprenditore di liberarsi del dilettantismo dei consulenti a lui vicini, di ritrovare la solidarietà che in passato lo contraddistingueva e di rialzare la testa, presentandosi davanti ai commissari del concordato fallimentare, per ammettere l'errore di non averli coinvolti, e bloccando gli sfratti. Se non lo fa, scatena un inferno che non gli conviene affrontare, nella situazione delicata della sua azienda». Ad entrare nel merito della vicenda dal punto di vista legale è l'avvocato Loredana Briganti, rappresentante di Liberati e di alcuni degli inquilini. Dice il legale: «Lo sfratto è causato da un'errata interpretazione di fondo: è motivato da un'inadempienza da parte delle società che gestiscono gli appartamenti, che però non c'è, perché è prevista la compensazione del pagamento con lavori di ultimazione della struttura fino al settembre 2017. Mi chiedo quindi perché questa urgenza di liberare gli appartamenti se i termini non sono ancora scaduti. Bloccare gli sfratti sarebbe invece una scelta di opportunità e di buon senso». Spazio anche per la polemica politica sulla questione, con il segretario provinciale di Sinistra ItalianaStefano Ceccantelli che ha lamentato «l'assenza delle istituzioni», facendo riferimento soprattutto al Comune di Giulianova.

Luca Tomassoni

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