Palazzo Pompetti, svolta per far partire il recupero

Dall’Usr è arrivata la conferma dello stanziamento aumentato a 8,7 milioni D’Alberto: «A breve l’appalto». Entro Natale aprirà il cantiere alla San Giuseppe
TERAMO . Per palazzo Pompetti è arrivato dall’Usr (Ufficio speciale per la ricostruzione) il decreto di concessione del contributo (8,7 milioni di euro) che di fatto chiude l’istruttoria, avviando l’immobile verso la cantierizzazione. Lo storico edificio di piazza Martiri si compone di appartamenti, locali commerciali e uffici per il 51% di privati e per il 49% di proprietà del Comune: circostanza che ha permesso di seguire l’iter di ricostruzione post-sisma previsto per gli immobili privati, più snello rispetto a quello per gli edifici pubblici. «È una buona notizia per palazzo Pompetti che vedrà a breve l’avvio dei lavori», commenta il sindaco Gianguido D’Alberto, «per quanto attiene la ricostruzione pubblica stiamo andando avanti con un lavoro di progettazione e programmazione importante condiviso con il commissario Guido Castelli». La scorsa settimana il primo cittadino e Castelli hanno avuto un incontro nel corso del quale è stato fatto il punto sulla ricostruzione in città, con focus particolare su scuole e palazzo del Municipio.
«È stato un incontro positivo al quale hanno partecipato anche l’assessore Giovanni Cavallari e le nostre strutture tecniche: con il commissario abbiamo condiviso il cronoprogramma e gli obiettivi. Gli edifici scolastici sono a buon punto nell’iter, con la scuola San Giuseppe che è in fase più avanzata rispetto alle altre», prosegue D’Alberto. Per la San Giuseppe, infatti, dopo l’ok all'incremento dello stanziamento (passato da 4 a 7,8 milioni) si stanno per concludere le ultime pratiche burocratiche ed entro Natale dovrebbe partire il cantiere. A ruota seguiranno Braga, Savini e De Jacobis. Per questi edifici ci sono progetti in fase esecutiva al vaglio del’Usr.
Per la sede del Comune, in piazza Orsini, il progetto esecutivo è invece in corso di valutazione da parte della soprintendenza, mentre sta per essere affidata la progettazione del museo archeologico Savini «per il quale siamo partiti da zero: quando ci siamo insediati, nella prima consiliatura, non c’era stata neppure la messa in sicurezza. Noi non solo abbiamo fatto questo passaggio, ma abbiamo ottenuto i fondi per la ricostruzione, tenendo fede agli impegni presi come fatto con le scuole: metterle in sicurezza, avviare i lavori post-sisma e mantenere la loro destinazione senza svuotare il centro di infrastrutture culturali e sociali così importanti», conclude D’Alberto ricordando che con l’ordinanza 31 sono state finanziate altre 13 scuole, non comprese nell’ordinanza Teramo, a partire da quella di via Tevere e Nepezzano.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

