Partiti i tamponi a tappeto per scoprire gli asintomatici

10 Aprile 2020

D’Annunzio: «Noi siamo quelli che ne facciamo di più in tutto l’Abruzzo»

TERAMO. Sono tre i pazienti deceduti per coronavirus nei due centri Covid della Asl fra mercoledì sera e ieri. Si tratta di due pazienti pescaresi, ma ricoverati ad Atri, un uomo di 58 anni e una donna di 75 . A questi si aggiunge un uomo di Isola di 91 anni. I teramani vittime del virus, a questo punto salgono a 45.
I NUMERI. Diminuisce, ancora, il numero dei ricoverati: sono 75 nei reparti Covid a cui si sommano 9 degenti nelle due Rianimazioni. Ci sono poi 388 positivi in isolamento che vengono seguiti a domicilio dalla Asl. I nuovi casi positivi in provincia sono 28 (6 a Roseto). Quest’ultimo dato induce a una riflessione basilare sulla diffusione dell’epidemia in provincia di Teramo.
I TAMPONI. La Asl ha molto potenziato i controlli sul territorio. «C’è un motivo per cui da giorni il numero di tamponi positivi è alto», spiega Ercole D’Annunzio, direttore del dipartimento di prevenzione della Asl, «si consideri che da quando l’esame dei tamponi si esegue anche allo Zooprofilattico, la Asl di Teramo ha inviato per l’analisi 5.027 tamponi (il dato è aggiornato al 7 aprile) mentre il totale di quelli fatti in Abruzzo è di 15.846. Noi siamo dunque molto superiori alla media regionale». E, ovviamente più tamponi si fanno, più casi si scoprono. «Certo, serve come prevenzione, per andare a scoprire dove si nasconde il coronavirus», incalza D’Annunzio, «sostanzialmente l’emergenza negli ospedali sta finendo, ormai ci sono i dispositivi di protezione, i respiratori, i posti letto. Ora vanno intensificati gli sforzi sul territorio, come stiamo facendo, altrimenti quando torneremo a uscire riparte il contagio. Per il momento stiamo facendo i casi più macroscopici, poi si andrà sempre più nel dettaglio». Non a caso ieri è stato fatto nel parcheggio dell’ospedale un “drive test” ad Atri, centro che ha fatto finora registrare 54 positivi, per cui è attenzionato dalla Asl. «Di concerto con il sindaco abbiamo fatto i tamponi», spiega D’Annunzio, «a coloro che sono più esposti come i commercianti, i volontari, le forze dell’ordine». Sono stati fatti 171 tamponi, a cui si sommano i 29 domiciliari. Oggi la Asl li farà a Montorio, soprattutto a operatori del distretto sanitario e ad alcuni volontari). Domani sarà la volta della Piccola Opera Caritas, della Rsa di Casalena e di tutto il dipartimento di salute mentale. Alla richiesta di una valutazione sull’andamento dell’epidemia in provincia D’Annunzio non ha incertezze: «Sul territorio comincio a essere tranquillo, fra le restrizioni e i tamponi, la situazione possiamo dire che è controllata».
Degli oltre cinquemila tamponi effettuati dalla Asl più di duemila sono stati fatti sul personale sanitario. A ieri al Mazzini non si registrano nuovi casi di positivi: sono fermi a 65.
POLEMICA AD ATRI. I consiglieri d’opposizione ad Atri Paolo Basilico e Giammarco Marcone partono dalla scelta del sindaco di ammainare la bandiera europea e poi di rimetterla per dire che è stato fumo per coprire il fatto che l’ospedale di Atri, unico nella Asl a diventare tutto Covid, è stato «snaturato, sfigurato, svuotato da tutte le sue peculiari funzioni, è stato trasformato nell’ultimo tragico baluardo a “disposizione” di un ampio bacino non solo del Teramano e con tutte le annesse conseguenze ben note a tutti specie al personale medico e paramedico del San Liberatore, che non basta più chiamare eroi del nostro tempo e a cui va l’eterna gratitudine di tutti.Ecco perché i nostri due hanno fatto il teatrino!
Ed allora, invece di andare alzando ed abbassando le bandiere, il sindaco (ma anche il coprotagonista sodale del presidente della Regione) ci spieghi: sapeva che il nostro presidio era individuato come Covid hospital?; Si è fatto spiegare le motivazioni di questa determinazione così penalizzante rispetto ai presidi “preservati” visto che non le conosce nessuno? Ha fatto osservazioni/obiezioni (tra l’altro è anche autorità sanitaria locale) come ha fatto qualcun altro per altri presidi espressamente preservati, senza tacere che il sindaco di Teramo si è fatto ben sanificare il “suo” ospedale?; Ha avuto garanzie (non chiacchiere, per favore) e quali, posto che si prepara la cosiddetta fase due di cui si ignora la durata e nella quale, pare, che quel che è stato creato Covid resterà Covid (insomma i sanatori di un tempo), con buona pace della insipida retorica che circola?». I consiglieri chiedono garanzie che vengano riattivati reparti e servizi appena finita l’emergenza.
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