Più di 6mila firme per il punto nascita

Atri, mobilitazione di comitati e singoli cittadini per scongiurare il taglio: «Vogliamo arrivare a 10mila, così ci ascolteranno»
ATRI. Raccolte oltre 6000 firma in meno di dieci giorni per la difesa del punto nascite dell’ospedale San Liberatore di Atri. All’indomani delle mancate rassicurazioni da parte del governatore Luciano D’Alfonso e dell’assessore regionale alla sanità Silvio Paolucci circa il depotenziamento della struttura sanitaria atriana , a protestare sono ora i liberi cittadini che, grazie ai comitati “Il San Liberatore non si tocca “e “Difesa ospedale” hanno firmato in massa esprimendo il loro netto diniego alle scelte politiche.
I promotori della raccolta firme, Gianpiero Reitano, Pierfrancesco Macera e Roberto Marchione affermano: «Siamo arrivati a 6000 firme in pochi giorni, il nostro obiettivo è quello di arrivare a quota 10mila, ieri siamo stati al mercato di Roseto dove abbiamo toccato con mano la preoccupazione della gente sul paventato ridimensionamento del San Liberatore. Presenteremo ai politici il documento sottoscritto dai cittadini in modo che possano essere coscienti di quale scellerata azione stanno portando avanti contro il popolo. Chiediamo a tutti coloro che non hanno ancora firmato di sostenerci contattandoci nella pagina Facebook “Il san liberatore non si Tocca”. Giovedì intanto saremo al mercato di Silvi con un banchetto».
A schierarsi contro i tagli alla sanità atriana sono anche i negozianti delle città limitrofe che hanno esposto nelle loro attività i moduli per le firme. Interviene il presidente della Confesercenti- Teramo Daniele Erasmi che tuona: «se verrà depotenziato l’ospedale, verranno danneggiate molte di quelle attività commerciali che vivono dell’indotto. Atri ha già perso la sede distaccata del tribunale di Teramo e rischia di morire, l’ospedale va potenziato e deve tornare al centro dell’attenzione». Un residente di Cermignano mentre firma in un bar di Atri dichiara: «vengo sempre ad Atri a curarmi, è un peccato sapere che vengono tagliati i reparti, qui quello che è rimasto funziona bene».
L’assessore alle politiche sociali del Comune di Atri , Giammarco Marcone non esclude proteste eclatanti: « prendiamo atto che il documento firmato dai cittadini a difesa dell’ospedale è condivisibile, i comitati vogliono rimanere distinti alla politica che protesterà usando mezzi istituzionali». Anche il sindaco Gabriele Astolfi aveva sottolineato l’importanza della sollevazione popolare dei comprensori territoriali che si servono della struttura sanitaria di Atri.
Domenico Forcella
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