Piano d’Accio, autovelox spietato Dall’inizio dell’anno 1.500 multe

28 Luglio 2017

Ogni mese registrate 210 violazioni dei limiti di velocità davanti al supermercato Oasi lungo la ss 80 Gli automobilisti puniti protestano, ma Fracassa replica: «Non facciamo cassa, è un tratto pericoloso» 

TERAMO. Quasi 1.500 multe in sette mesi. È il risultato prodotto dalla presenza dell’autovelox lungo la statale 80 a Piano d’Accio. L’apparecchio, posizionato dalla polizia municipale di Teramo, dall’inizio del 2017 ha rilevato una media di 210 violazioni mensili ai limiti di velocità nel tratto di strada davanti all’ingresso del supermercato Oasi. Il totale è dunque di 1.475 contravvenzioni emesse, che in 348 casi hanno accertato superamenti tra i 10 e i 40 chilometri orari rispetto ai 50 indicati dalla segnaletica. A fornire i dati e l’assessore alla sicurezza Franco Fracassa che intende così chiarire le modalità di utilizzo dell’autovelox in quella zona. L’intento è di dimostrare che l’amministrazione non ha alcuna intenzione di “fare cassa” tramite questa apparecchiatura elettronica.
«Con il posizionamento dell’autovelox in località Piano d’Accio», precisa l’assessore, «perseguiamo obiettivi di tutela della sicurezza stradale». Quel tratto della statale 80 infatti risulta molto pericolo, come testimoniano i dati sugli incidenti, proprio per il mancato rispetto dei limiti di velocità che in almeno due occasioni hanno causato morti nella zona sottoposta ai controlli e nei pressi del grande magazzino di elettronica Trony. «Il punto in questione», precisa Fracassa, «è inserito nel decreto prefettizio che individua le zone in cui è consentita l’installazione di autovelox, sentiti gli organi di polizia stradale competenti e su conforme parere degli enti proprietari, tenendo conto del tasso di incidentalità, delle condizioni strutturali, plano-altimetriche e di traffico della strada». Non ci sarebbe alcuna illegittimità, insomma, da parte dei vigili urbani. «Il comando dei vigili urbani esegue i controlli di polizia stradale secondo quanto previsto dal codice della strada e dalle circolari del ministero dell’interno», fa sapere l’assessore, «posizionando anche la cartellonistica a terra di postazione autovelox non prevista in quel tratto di strada, in quanto sussiste ben visibile e preventivamente segnalata quella fissa«». La presenza dell’apparecchio di rilevamento della velocità, inoltre, è pubblicizzato con altri strumenti. «La Prefettura, a seguito di comunicazione del comando di polizia municipale”, fa notare Fracassa, «indica mensilmente, a mezzo stampa ed altri mezzi di comunicazione, date e posti nei quali saranno posizionati le strumentazioni di autovelox e telelaser». L’assessore specifica anche alcune modalità operative legate ai controlli tramite gli apparecchi che misurano la velocità di transito dei veicoli. «Contrariamente a quanto sostenuto da alcuni, i mezzi di polizia stradale durante i controlli, una volta verificata la presenza di idonea segnaletica», tiene a evidenziare Fracassa, «non devono azionare i dispositivi luminosi né tantomeno quelli acustici». Non c’è bisogno, in pratica di lampeggianti accesi o di sirene.
Per la presenza costante dell’autovelox nel tratto di statale 80 davanti all’ingresso del supermercato Oasi si erano lamentati, nei giorni scorsi, vari automobilisti e residenti nella zona incappati nei rilevamenti avviati dalla polizia municipale. A farsi portavoce delle proteste, secondo cui il Comune ricorre a questo strumento per aumentare i propri introiti tramite le contravvenzioni, era stato l’assessore alle attività produttive Roberto Canzio, collega di giunta di Fracassa.
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