Pineto, la protesta del Mercatone nella sfilata con vescovo e imam

22 Marzo 2015

I dipendenti della struttura alla manifestazione interreligiosa per segnalare il rischio di chiusura La comunità islamica presente con il cartello: «Siamo mussulmani, l’Isis non ci rappresenta»

PINETO. Tolleranza, pace e libertà. Questi i temi della marcia interreligiosa che si è svolta ieri mattina a Pineto. Il corteo, formato prevalentemente da studenti delle scuole di Atri, Roseto e Pineto si è snodato lungo via D'Annunzio per arrivare sino al parco della Pace, alla presenza dei rappresentanti locali delle varie fedi religiose e delle istituzioni. Presenti il vescovo Michele Seccia, l’imam della comunità islamica di Teramo Mustapha Batzami, il presidente dell’Unione italiana Buddisti Gianfranco Keiko Lustrissi. Con loro, il sindaco di Pineto Robert Verrocchio, quello di Silvi Francesco Comignani, il consigliere di Roseto Filiberto Di Giuseppe, l’assessore di Atri Alessia Fiazza, il consigliere regionale Luciano Monticelli e il presidente della Provincia Renzo Di Sabatino.

Tra i cartelli innalzati: “L’Islam è pace e condanna la violenza”, “Noi siamo Mussulmani e l’Isis non ci rappresenta”, “Anche se la nostra fede è diversa siamo tutti fratelli”. Poi lo striscione che ha riunito tutte le fedi: “Insieme per la pace”.

«Oggi siamo qui per dire no al terrorismo e al fanatismo», ha detto Verrocchio, «e dire si alla pace, alla tolleranza e al rispetto dei diritti umani». L'assessore alle politiche sociali Daniela Mariani, promotrice dell’evento, ha aggiunto: «Oggi abbiamo iniziato un percorso per far sentire la voce di tutti coloro che dicono no alla barbarie». Il vescovo Seccia ha posto l’accento «sulla necessità di tornare al rispetto reciproco a prescindere dal credo religioso; non si può rispondere con la violenza alla violenza». Il corteo è stato sorvegliato dalle forze dell’ordine e lungo il percorso per ragioni di sicurezza sono stati incappucciati con buste di plastica i contenitori per rifiuti.

Al parco della pace c’erano anche i dipendenti del Mercatone Uno di Scerne che hanno innalzato uno striscione con scritto “Non c’è pace senza lavoro”, riferito al fatto che la struttura commerciale sta per chiudere. Il rappresentante sindacale Ermenegildo Di Vittorio ha dichiarato: «Oramai oltre 70 famiglie vivono nell’incertezza sul loro futuro lavorativo, siamo allo sbando e senza speranze, ma lotteremo a oltranza». Dopo la manifestazione si è tenuto un confronto tra i dipendenti del Mercatone e il vice presidente della Regione Giovanni Lolli, assieme ad altri esponent i politici che hanno annunciato interventi presso ministero delle Attività produttive.

Domenico Forcella

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