Ponzano, altri crolli nella notte Il sindaco: «Così il paese finisce»

24 Febbraio 2017

Il caso anche alla Bbc, Cristina Di Pietro oggi all’Aquila per chiedere risarcimenti immediati Il primo cittadino di Campli scrive al premier Gentiloni e ai parlamentari: «Fondi subito»

TERAMO. C’è Filippo che a sette anni pensa a salvare le case di zii e amichetti «sollevandole con tanti palloncini» e c’è la Bbc che racconta la catastrofe di Ponzano. Perchè qui, dopo dodici giorni la frana non si ferma, le abitazioni che crollano sono sempre di più, le strade ormai sono sparite e immaginare un futuro non è facile. Così nel via vai continuo dei vigili del fuoco, dei tecnici del Cnr che ormai da più di 48 ore sono al lavoro con sensori e altro per monitorare quel fronte di quaranta ettari che scivola a valle, il sindaco Cristina Di Pietro lancia appelli e chiede fondi con il timore che la gente vada via, abbandoni una delle frazioni più grandi di Civitella del Tronto.

L’ABBANDONO. «Ho paura che Ponzano possa finire», dice, «che questa comunità possa disgregarsi. Per questo chiedo delle risposte immediate che siano i risarcimenti per consentire alle persone di ricostruire o le casette di legno per permettere di restare nella zona». E su Facebook il primo cittadino fa una promessa al piccolo Filippo: «Tutti insieme ci proveremo a salvare Ponzano». Oggi sarà all’Aquila per incontrare i tecnici della Protezione civile nazionale e regionale e fare le prime richieste. «Dallo Stato», dice, «ci auguriamo delle risposte visto quello che sta succedendo». E i numeri lo raccontano: 33 abitazioni sgomberate e 125 persone sfollate, costrette da un momento all’altro a lasciare le proprie abitazioni, edifici ormai compromessi in cui molto probabilmente non rientreranno più. Tra l’altro non è escluso che nei prossimi giorni possano esserci altri sgomberi nella parte alta del centro abitato, quello in cui in queste ore si stanno concentrando i monitoraggi degli esperti.

CAMPLI CHIEDE FONDI. A Castelnuovo di Campli, dove un costone è sprofondato e cento persone sono state sgomberate, dalla prossima settimana inizieranno i lavori per mettere in sicurezza la zona visto che, in questo caso, i tecnici hanno detto che è possibile intervenire. Ma da ieri sera sono ripresi alcuni piccoli cedimenti, mentre i pompieri hanno fatto un sopralluogo per verificare le condizioni di stabilità del versante sul lato sud. Il primo cittadino di Campli Pietro Quaresimale ha scritto al premier Paolo Gentiloni per chiedere fondi. L’amministratore, nella nota, ha invitato i parlamentari abruzzesi a fare loro anche la richiesta di emendamento al decreto legge che è in fase di esame alla Camera al fine di far inserire gli interventi sostanziali sulla zona franata direttamente nella legge che andrà a ristorare i territori colpiti dai terremoti del 2016 e 2017. Quaresimale ha inviato la lettera a Gentiloni e al ministro delle infrastrutture Graziano Delrio, oltre che al presidente della Regione Abruzzo Luciano D'Alfonso, per portarli a conoscenza di questa richiesta di emendamento. «Sono convinto che i parlamentari abruzzesi sosterranno il Comune di Campli e i suoi cittadini in questo momento drammatico», scrive Quaresimale, «già nei giorni scorsi la senatrice Stefania Pezzopane e il deputato Giulio Sottanelli hanno presentato delle interrogazioni ai ministri competenti per sottolineare la gravità della situazione. Adesso è necessario compiere un passo successivo, importante, affinché si possa avviare il progetto di messa in sicurezza e trovare i fondi necessari per il ripristino dei luoghi colpiti dalla frana».

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