Prati di Tivo, Finori non ci sta: «La cabinovia non può riaprire»

16 Novembre 2024

Il gestore replica agli enti dopo il tavolo tecnico: «La revisione è necessaria e deve farla la Provincia» Arriva la neve in quota, ma gli operatori sono scoraggiati: «Nessuna soluzione anche quest’inverno»

PIETRACAMELA . «Non posso riaprire gli impianti perché il 18 dicembre scade la revisione quinquennale della cabinovia che spetta, come da convenzione, alla Provincia e perché gli O’bellx, gli esploditori antivalanga, non sono stati né riposizionati, né dati in gestione». Rimane fermo sulle proprie posizioni già esternate nella riunione al Bim sui Prati di Tivo di dieci giorni fa il gestore e custode giudiziale degli impianti Marco Finori che interviene dopo il tavolo tecnico di giovedì in Provincia sulla questione impianti. Tavolo che si è svolto alla presenza degli attori coinvolti, escluso lo stesso Finori che a riguardo dice: «Non sono stato invitato con il mio ingegnere, nonostante mi era stato detto alla riunione al Bim che l’avrebbero fatto e hanno invitato la Gran Sasso Teramano che nulla può fare in questo momento sugli impianti. Di certo perché hanno detto delle cose che volevano non venissero controbattute».
Dalle stanze del palazzo provinciale è arrivato un messaggio chiaro a Finori, nelle parole del presidente Camillo D’Angelo a riaprire la stazione perché «da quello che risulta dalle carte, anche sulle revisioni degli impianti, non ci sembra che la manutenzione straordinaria scada domani». Ma Finori continua a dire la sua: «La Provincia mette la testa sotto la sabbia, ma spetta a lei fare la revisione alla cabinovia come fu fatta cinque anni fa dall’ente provinciale perché suo compito. Queste operazioni richiedono tempo e vengono programmate in primavera e non ora». Una soluzione che sembra sempre più lontana e che, ancora una volta, soprattutto con l’arrivo in questi giorni della prima neve mette in uno stato di fortissima preoccupazione gli operatori turistici. «Questo fine settimana c’è neve e aspettiamo presenze che accoglieremo sempre con professionalità e gentilezza» spiega l’imprenditore Antonio Riccioni del Bar Prati di Tivo, «ma sulla riapertura degli impianti non ci contiamo più. Continuano a parlare dei Prati sapendo di non risolvere e senza la volontà di farlo. Ogni anno ci si risveglia a novembre, ma le revisioni e le manutenzioni devono essere fatte a tempo debito e non ora; lo stesso gestore non è nelle condizioni di riaprire la cabinovia». Con quasi rassegnazione chiosa: «Ormai qui stiamo in stato quasi di abbandono». Di disperazione parla l’imprenditore Tonino Parogna della “Gran Baita”: «Ci stanno prendendo in giro, quando è chiaro da questa estate che la stazione non riaprirà. La politica ha fatto morire i Prati: io ho l’hotel da 62 anni e sono arrivato al collasso non per colpa mia, ma di chi in questi anni non ha fatto nulla». La voce si fa rotta: «Qui vengono solo persone di passaggio e non si può sciare. Riapro come ho sempre fatto, ma per chi? Prima del Covid ho investito in 300 nuovi scarponi e sci da noleggio che giacciono in attesa di un’apertura che molto probabilmente non ci sarà più».
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