Precipita nel dirupo, muore a 47 anni

11 Ottobre 2023

La vittima è Andrea Di Giovanni di Atri che stava raccogliendo funghi sul sentiero che porta alla cascata della Morricana

ROCCA SANTA MARIA. La tragedia prende forma nella disperata richiesta di aiuto al 118: «Correte, è successa una disgrazia». Perché bastano pochi attimi per trasformare in un dramma il pomeriggio di tre amici partiti in mattinata da Atri per arrivare al Ceppo, sulla Laga, alla ricerca di funghi. Qui, sul sentiero che porta alla cascata della Morricana, Andrea Di Giovanni, 47enne fioraio di Atri sposato e padre di due figli, è morto dopo essere scivolato per circa otto metri lungo una scarpata che costeggia il sentiero nella zona di Bosco Martese, in un’area distante qualche centinaia di metri in linea d’aria con la cascata della Morricana. L’allarme è stato immediato e in poco tempo sul posto è arrivato l’elicottero del 118 partito dall’Aquila, squadre del Soccorso alpino, carabinieri e vigili del fuoco. Per l’uomo non c’è stato nulla da fare. Il pm di turno Francesca Zani non ha ritenuto necessario disporre nessuna autopsia e ha dato il nulla osta alla sepoltura. I carabinieri hanno raccolto le testimonianze degli amici dell’uomo, che erano a breve distanza da lui, e che hanno raccontato di averlo sentito urlare. «Ci siamo separati alla ricerca di funghi così come facevamo sempre», hanno raccontato, «improvvisamente abbiamo sentito delle urla e non abbiamo più visto Andrea. Tutto è successo in un attimo» . Alcuni amici sono scesi nel dirupo per cercare di soccorrerlo, mentre gli altri hanno dato l’allarme e chiesto aiuto al 118.
zona molto frequentata
dai fungaioli
L’incidente è avvenuto in una zona, quella del Ceppo, molto frequentata dai fungaioli e in passato, purtroppo, già teatro di altre tragedie. L’uomo, secondo la ricostruzione dei carabinieri, nella tarda mattinata aveva raggiunto l’area in compagnia di alcuni amici alla ricerca di funghi. E sono stati proprio loro, poco distanti da lui, a sentire le sue grida e a intervenire: sono stati i primi a scendere nel fondo del dirupo per soccorrere il 47enne. I carabinieri non escludono che l’uomo possa essere scivolato anche a causa delle calzature che indossava, probabilmente inadeguate per affrontare un percorso ripido e scivoloso: la vittima sembra portasse delle scarpe da tennis. Quando è scattata la macchina dei soccorsi i primi a raggiungere il posto sono stati l’equipaggio dell’elicottero del 118 e gli operatori dell’ambulanza medicalizzata partita dall’ospedale Mazzini di Teramo. Ma per l’uomo non c’è stato nulla da fare. Troppo gravi i traumi e le lesioni riportati nella caduta. Inizialmente si era temuto che le operazioni di recupero del corpo potessero essere difficoltose a causa della zona impervia, ma in realtà così non è stato: il corpo è stato recuperato in poco tempo e dopo il nulla osta del magistrato di turno portato all’obitorio dell’ospedale di Teramo.
la seconda vittima
sulla laga in pochi mesi
Di Giovanni è la seconda vittima sulla Laga in pochi mesi. A luglio un 63enne di Ariccia Aldo Romagnoli ha perso la vita mentre cercava funghi nella zona nella zona di Pietralta di Valle Castellana. Dopo l’entrata nel bosco, i compagni lo avevano perso di vista e non vedendolo arrivare avevano subito lanciato l’allarme. Le ricerche allora erano andate avanti per tutto il giorno con squadre di terra dei vigili del fuoco, un elicottero, unità cinofile e un drone. Nella caduta, infatti, l’uomo era finito in un dirupo, in una zona nascosta da una folta vegetazione e quindi difficile da individuare. Proprio grazie a uno di questi strumenti tecnologici, a sera inoltrata, era stato possibile localizzare il segnale del telefono cellulare del 63enne nel bosco di Pietralta. La salma, dopo ulteriori ore di ricerche, successivamente era stata trovata dal cane Zoe dei vigili del fuoco.
L’incidente di ieri ripropone l’allarme che ormai da tempo viene lanciato sulla necessità di affrontare sentieri impervi con la dovuta attrezzatura, a cominciare proprio da calzature adeguate.
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