Prg, assessore soddisfatto ma l’opposizione lancia accuse

TORTORETO. «Le linee guida e la filosofia del piano guardano ad uno strumento flessibile ed attento all’ambiente, alla sostenibilità, al risparmio energetico, all’introduzione della bioarchitettura,...
TORTORETO. «Le linee guida e la filosofia del piano guardano ad uno strumento flessibile ed attento all’ambiente, alla sostenibilità, al risparmio energetico, all’introduzione della bioarchitettura, a nuovi assetti viari, allo sviluppo del turismo rurale che si aggiunge come offerta del territorio al più strutturato turismo balneare»: l’assessore comunale all’urbanistica Rosita Di Mizio definisce così il nuovo Prg. «Questo nuovo strumento operativo segna a livello “culturale” un’inversione di tendenza», dice soddisfatta, «l’attenzione si sposta dal concetto di cubatura a quello di qualità ambientale con cui si vuole connotare la nuova Tortoreto. La viabilità verrà rivoluzionata sia prevedendo a Salino una bretella che dirotti il traffico pesante fuori dal centro abitato, che a Tortoreto Alto, per una migliore fruizione turistica del centro storico. Progetto di punta è il “nodo smart”, a ridosso della statale, un luogo di scambio intermodale, con parcheggio di interscambio, bike sharing, rifornimento autobus e auto elettriche».
Intanto continua la polemica sul Prg. A parte le poche perplessità e critiche su alcune delle opere previste, come quelle sulla posizione del nuovo polo scolastico, infatti, l’opposizione sembra voler compiere valutazioni più precise dello strumento urbanistico ed ascoltare gli umori della cittadinanza, prima di attaccare con forza sul contenuto del nuovo piano regolatore adottato mercoledì sera dal consiglio comunale. Per cui, in attesa dei promessi dibattiti pubblici, la polemica più forte resta quella sull’iter che è stato seguito dall’amministrazione del sindaco Alessandra Richi, per cui il Prg è rimasto “nascosto” alla cittadinanza fino a pochi giorni fa. Ora un nuovo spunto polemico a riguardo lo offre il consigliere di opposizione Daniela Mignini: «Nell’ultima commissione consiliare sul tema del Prg è emerso che l’assessore all’urbanistica Rosita Di Mizio era impossibilitata a votare il documento perché una delle varianti mutava gli indici di un’area di proprietà di persone a cui è legata da parentela. In consiglio comunale, poi, si è scoperto che quelle porzioni di terreno sono tornate al punto di partenza. Viene quindi da chiedersi se è lecito che a chiedere il ritorno allo status quo sia stato l’assessore e non il proprietario del terreno. Questa è l’ennesima dimostrazione di un’amministrazione che pecca di scarsa trasparenza». (a.d.p. -l.t.)
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