Progetti e contributi post-sisma: nuove scadenze fissate nel 2024

22 Dicembre 2023

Il commissario Castelli annuncia anche un miliardo e mezzo in legge di bilancio per il cratere 2016 Potranno essere stabilizzati 359 dipendenti degli uffici regionali e comunali, in Abruzzo saranno 79

TERAMO. Un miliardo e mezzo per la ricostruzione post sisma 2016, stabilizzazione del personale, nuovi termini per la presentazione dei progetti, scadenze definite per la ricostruzione pubblica, novità per il Cas e le Sae, ulteriori miglioramenti del Testo unico della ricostruzione privata. Queste le principali novità presentate in conferenza stampa ieri dal commissario sisma 2016 Guido Castelli. Novità che fanno riferimento a norme previste nella legge di bilancio, in fase di approvazione, e alle decisioni assunte nelle ultime cabine di coordinamento, in particolare quella tenuta mercoledì.
LE STABILIZZAZIONI
Il commissario Castelli ha dichiarato: «La ricostruzione sta facendo registrare un cambio di passo, anche grazie all’ottima collaborazione con le Regioni e al costante ascolto e confronto con i territori. Il Parlamento sta per confermare in Manovra la destinazione delle risorse tese a stabilizzare, grazie alle nostre proposte accolte, 359 dipendenti pubblici negli uffici regionali e comunali di Abruzzo (dove saranno 79, ndr), Lazio, Marche e Umbria: valide risorse che da anni sono impegnate nella ricostruzione». Castelli ha spiegato inoltre che «le decisioni assunte nell’ultima cabina di coordinamento e relative alle scadenze sono il frutto della volontà di chiudere con la fase delle progettazioni e cambiare paradigma. Dopo una lunga fase giustamente dedicata al deposito dei progetti, ora è il momento di concentrarsi sempre più sull’accelerazione del percorso di ricostruzione. A questo proposito ricordo che per l’anno prossimo è previsto l’affidamento dei lavori per circa 1.500 opere pubbliche, per un valore di 1,1 miliardi».
LE NUOVE SCADENZE
Per le domande di contributo riguardanti il ripristino o la ricostruzione di edifici gravemente danneggiati, i cui titolari non ricevano misure di assistenza abitativa come Cas o Sae, il termine è stato portato al 31 dicembre 2024. Per le domande relative a edifici con danni gravi e che beneficiano di assistenza abitativa (come Sae, Mapre o immobili in comodato d'uso gratuito) il termine per la presentazione delle domande (anche quelle che erano state presentate in forma semplificata e andavano integrate) viene fissato al 30 giugno 2024. Lo stesso termine riguarda le domande di ricostruzione di edifici con esito “E”, destinati ad attività economiche e produttive. Questi termini escludono i casi di edifici inseriti in piani attuativi o programmi straordinari di ricostruzione, per i quali si applicano cronoprogrammi specifici. La mancata presentazione delle domande di ricostruzione entro i termini stabiliti comporta la sospensione o cessazione della gratuità delle misure agevolative, con l'obbligo di corrispondere un contributo ridotto del 30% nel caso si viva in Sae o altre soluzioni abitative. Per i nuclei familiari che al momento del sisma abitavano in affitto o in comodato gratuito o altri casi definiti dall'Ordinanza, il contributo di assistenza abitativa (Cas) è corrisposto fino al 31 marzo 2024. Per i nuclei assegnatari di una Sae o di altre soluzioni abitative, che al momento del sisma invece abitavano in unità immobiliari in affitto o in comodato gratuito, dal 1° aprile 2024 dovrà essere corrisposto un canone pari a quello previsto per l’edilizia residenziale pubblica, ridotto del 30% (diminuzione che si applica fino al 1° gennaio 2025). Sulla base dei dati dell’anno in corso, sono 12.319 i nuclei familiari che ancora ricevono assistenza abitativa.
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