Progetto Wash Italia, si decide Cittadini e sindaci oggi all’Aquila

26 Novembre 2019

In rappresentanza dell’intera vallata manifesteranno sotto il Servizio ambientale della Regione Il Comune di Nereto e il comitato Vibrata Bene Comune: ecco perché l’impianto non si deve fare

NERETO. L’appuntamento è oggi alle 10.30 in via Antica Salaria all’Aquila. L’ufficio è quello del Servizio valutazioni ambientali della Regione, i cui componenti saranno chiamati a dare il parere definitivo sul progetto della piattaforma di trattamento per rifiuti liquidi non pericolosi della Wash Italia. In quello stesso ufficio ci saranno gli enti e i rappresentanti delle istituzioni deputate a conferire tra cui il sindaco di Nereto, Daniele Laurenzi. Ospite uditore sarà il comitato Vibrata Bene Comune. Ma è fuori dal palazzo che si animerà la mattinata. A manifestare ci saranno circa 60 cittadini della Val Vibrata che rappresenteranno gli 8.500 firmatari della petizione contro la costruzione dell’impianto su cui oggi la Regione emetterà il verdetto, salvo ulteriori rinvii. Insieme alla delegazione del comitato del “no” con a capo Raffaele Quaglia, che da subito ha raccolto intorno a sé cittadini ed associazioni, ci saranno i sindaci della Val Vibrata con la fascia tricolore, che hanno già espresso il loro dissenso all’opera della Wash Italia.
Nonostante le rassicurazioni dell’azienda, nessuno si sente garantito dal progetto e nessuno crede all’innocuità del mega depuratore da oltre un milione e mezzo di euro di investimento che la società vuole realizzare per trattare i rifiuti liquidi di altre industrie. Di carte per dimostrare l’inidoneità del territorio ad ospitare l’impianto tanto il comitato del no, quanto altri movimenti, ne hanno prodotte a iosa. Il sindaco Laurenzi presenterà tre relazioni. Una di un geologo, una di un chimico e una urbanistica. Tutte contengono motivi ostativi all’opera, in particolare quella urbanistica (di stretta pertinenza comunale) che richiama la microzonazione sismica, il piano paesaggistico e altri elementi del piano regolatore negativi. Per tutto questo, dirà il sindaco, il depuratore non s’ha da fare.
Il movimento “Vibrata bene comune” ha scritto al funzionario regionale, Domenico Longhi, perché neghi ogni autorizzazione. Il comitato elenca una serie di ragioni supportate da atti documentali che vanno dallo stato di salute già precario del torrente Vibrata, dei terreni e del sottosuolo, fino alla popolazione che rischia l’esposizione agli odori. Altri motivi riguardano le strutture private e pubbliche presenti in zona, l’attività agricola, la valutazione dell’impatto sanitario che non è stata considerata, la tipologia di fanghi da trattare che non sarebbero “non pericolosi”, l’aumento del traffico pesante lungo la Ss 259 ed altro ancora. Vengono richiamate norme europee, nazionali e regionali che renderebbero impossibile insediare l’impianto della Wash Italia. C’è poi l’economia turistica più volte compromessa dall’inquinamento del Vibrata. Per cui è stato chiesto il diniego all’opera ed anzi l’attivazione di uno studio epidemiologico.
Ad affiancare il comitato “Un Futuro Pulito e Vivibile” presieduto da Quaglia è anche l’associazione “Punto e Accapo” di Poggio Morello, che ha redatto una relazione tecnica in nome e per conto del comitato neretese. Nella relazione tecnica vengono sollevate diverse eccezioni sul sito prescelto. «Spero vivamente che il nostro apporto serva a fermare la realizzazione della piattaforma, non siamo contrari all’idea, ma siamo contrari alla collocazione non consona per questo tipo di attività», dice Erica Celestini, presidente del movimento.
Si vedrà se la mole di documenti depositata al servizio regionale sarà sufficiente a respingere il progetto presentato dalla Wash Italia, da parte sua intenzionata a portare a casa il risultato. Di sicuro i cittadini non mollano e faranno sentire nuovamente la loro voce sotto il palazzo regionale ed anche altrove.
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