Roseto Opera Prima, è scontro: nel mirino costi e organizzazione

Di Giuseppe (FdI): «Servono chiarimenti sulle spese e sulla cancellazione dello storico sito internet» L’ex assessore Urbini (Forza Italia): «Troppi 40mila euro per tre film e 25mila per allestire il palco»
ROSETO. Pioggia di critiche sulla gestione di Roseto Opera Prima, sui contributi del Comune considerati troppo alti e sul fatto che il sito storico con tutte le informazioni del passato, lo scorso anno, è stato cancellato, lasciando solo l’albo d’oro della manifestazione. Nel merito il consigliere Francesco Di Giuseppe, insieme al suo gruppo di Fratelli d’Italia, ha presentato un’interrogazione per avere chiarimenti sulla gestione delle edizioni 2022 e 2023, quest'ultima prevista dal 19 al 22 luglio. «Roseto Opera Prima è il più longevo festival cinematografico dedicato ai registi esordienti e rappresenta una delle eccellenze rosetane insieme al trofeo Lido delle Rose, alla mostra dei vini di Montepagano e al premio letterario Città delle Rose», spiega Di Giuseppe, «sono stati tanti i grandi nomi del cinema italiano che hanno fatto visita alla nostra città in occasione delle proiezioni serali. Ricordo Alberto Sordi, Bud Spencer, Terence Hill, Marco Bellocchio, Giuliano Montaldo, Giuliano Gemma, Florinda Bolkan, Nanni Moretti, Pupi Avati, Fabrizio Bentivoglio e Michele Placido solo per citarne alcuni, che hanno consentito alla rassegna di crescere e guadagnarsi, meritoriamente, il titolo di primo festival nazionale di opere prime per importanza».
Di Giuseppe chiede chiarimenti sulla nuova formula della rassegna voluta dall’amministrazione. «Da chiarire, in primis, il perché con il nuovo format sia stato eliminato lo storico sito internet», aggiunge, «che conteneva il prezioso archivio di materiali e interviste, e la pagina Facebook collegata allo stesso che aveva raggiunto, nel tempo, un ampio pubblico passando, indenne, per diverse amministrazioni di colore politico differente. Inoltre vorremmo sapere perché sono stati stanziati 40mila euro per quattro serate». Critiche sul budget e sull’introduzione del biglietto per assistere alle proiezioni arrivano anche dall’associazione Siamo Roseto. «Grazie a Tonino Valeri, ideatore della manifestazione, questa rassegna ha reso possibile l’arrivo di produzioni e personaggi di alto livello del mondo della cinematografia», afferma il gruppo, «dopo la catastrofica esperienza dello scorso anno, quest’anno l’amministrazione ha concesso un contributo più sostanzioso rispetto alla durata dell’evento e inoltre ha introdotto il pagamento del biglietto. Non condividiamo questa scelta per il momento storico nel quale viviamo». Su Roseto Opera Prima interviene infine l’ex assessore alla cultura Maristella Urbini, attuale coordinatrice locale di Forza Italia. «Quaranta mila euro per tre film sono troppi e 25mila per l’allestimento del palco dietro la villa lo sono altrettanto», precisa, «la spesa è sempre stata intorno ai 25mila euro compreso l’allestimento della piazza che, da sola, impegnava la metà del budget. Lo sperpero di denaro pubblico è sotto gli occhi di tutti, ma un ulteriore sgarbo è stato quello di non aver nemmeno nominato in conferenza stampa Mario Giunco, erede naturale dell’evento dopo la scomparsa a ottobre 2016 di Tonino Valeri».
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