Ruba le chiavi del bar e chiede un riscatto di 600 euro: arrestato

30 Marzo 2016

Garrufo, il gestore chiama i carabinieri che fermano un disoccupato per tentata estorsione Gli oggetti spariti trovati nella sua abitazione, addosso aveva un coltello di genere proibito

SANT’OMERO. Per riavere indietro chiavi e telecomando del suo bar avrebbe dovuto pagare 600 euro. Una tentata estorsione davvero anomala per il barista che ha chiamato i carabinieri e fatto scattare l’arresto. A finire per una notte in camera di sicurezza della compagnia carabinieri di Alba Adriatica è stato Riccardo Santoro, 33 anni, nato ad Anagni (Frosinone), ma residente a Garrufo di Sant’Omero.

Ad arrestarlo sono stati i carabinieri delle stazioni di Sant’Egidio alla Vibrata e Campli coordinati dal maggiore Emanuele Mazzotta. I militari erano in servizio di controllo del territorio quando hanno ricevuto l’ordine dalla centrale operativa albense di convergere nel luogo indicato. Santoro è stato fermato in flagranza di reato, con l’accusa di tentata estorsione, resistenza a pubblico ufficiale e porto abusivo di armi. Il 33enne, celibe, senza occupazione, probabilmente aveva bisogno di soldi. Secondo la ricostruzione dei militari aveva avanzato, con reiterate minacce, la richiesta estorsiva di 600 euro al titolare di un bar di Garrufo di Sant’Omero, per la restituzione delle chiavi e del telecomando dell’esercizio pubblico. Oggetti che qualche giorno prima erano stati sottratti dallo stesso Santoro e che lui non voleva restituire al barista se non dietro pagamento della somma di 600 euro. Domenica scorsa l’epilogo della vicenda dopo che il proprietario del locale, stanco delle continue richieste, aveva segnalato il caso ai carabinieri. Il 33enne frusinate è stato bloccato dalle due pattuglie di militari intervenute su richiesta della vittima. Santoro ha opposto resistenza alle forze dell’ordine inizialmente i quali, nonostante ciò, nel corso della immediata perquisizione personale, hanno trovato e sequestrato un coltello del genere proibito. Dalla successiva perquisizione eseguita nell’abitazione dell’uomo sono saltate fuori le chiavi e il telecomando che erano stati sottratti al barista. Gli oggetti di proprietà del commerciante erano stati nascosti in un cofanetto chiuso a chiave e poi riposto in cantina: tutto è stato restituito al proprietario. Per i tre reati commessi in una sola circostanza (tentata estorsione, resistenza a pubblico ufficiale e porto abusivo di arma da taglio) il cittadino laziale è stato arrestato. Ieri mattina si è svolta l’udienza per direttissima al tribunale di Teramo davanti al giudice Flavio Conciatori. L’arresto di Riccardo Santoro è stato convalidato per la tentata estorsioneed il magistrato lo ha rimesso poi in libertà. Il processo a suo carico si svolgerà ad ottobre.

Alex De Palo

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