Ruspe nel giardino di Villa Paris: via alla demolizione

14 Ottobre 2014

Una struttura ricettiva prenderà il posto dell’edificio di inizio 900. Borgatti: «Addio a un pezzo di storia di Roseto»

ROSETO. Iniziata la demolizione di Villa Paris, il villino costruito all’inizio del secolo scorso, la cui sorte ha suscitato un forte dibattito e numerose polemiche negli ultimi mesi a Roseto: al suo posto sorgerà una moderna struttura ricettiva. Associazioni ambientaliste ed esponenti politici di minoranza hanno chiesto a gran voce di evitare la demolizione, facendo anche appello alla Sovrintendenza ai beni storici e architettonici, ma il Comune ha dichiarato di recente che l’edificio non è tutelato da alcun vincolo e che quindi può essere abbattuto. Il villino inoltre – sempre a giudizio del Comune –non presenta neanche particolari elementi di pregio architettonico e storico tali da indurre a un ripensamenti.

Non è questo il parere degli ambientalisti, secondo i quali Villa Paris è un’importante testimonianza dalla storia di Roseto, che proprio in quegli anni aveva spostato la sede municipale da Montepagano all’allora Lido di Rosburgo. La pensa così anche l’ex candidato sindaco Marco Borgatti, il quale osserva che l’autorizzazione del Comune è arrivata la scorsa settimana e la proprietà, una volta ottenuto il via libera, ha subito iniziato i lavori. «Il Comune», afferma Borgatti, «non ha aspettato le risposte alle istanze mosse da singoli cittadini, associazioni ed enti competenti che chiedevano pareri. Il dirigente di settore ha autorizzato la demolizione nonostante l'esistenza di un precedente, presumibilmente identico, che riguardava un privato a cui il Tar ha impedito la demolizione di un edificio in una zona F2 “verde privato vincolato”, la stessa di Villa Paris».

Dopo aver ricordato che, a suo giudizio, il Prg vigente non consentirebbe la demolizione, Borgatti aggiunge: «Molti cittadini me compreso, hanno inviato materiale alla Sovrintendenza ai beni culturali, che aveva espresso forti dubbi sull’operazione, al prefetto, al comune ed a parlamentari. Ciò che dispiace è che nessuno voleva impedire alla nuova proprietà di realizzare la struttura turistica desiderata. Ma ciò che la cittadinanza chiedeva era di preservare in parte le basi architettoniche della villa che, nella peggiore delle ipotesi, è stata realizzata solo 3 anni dopo lo spostamento del comune da Montepagano alla Marina di Rosburgo. Purtroppo ormai i lavori sono iniziati ed un pezzo di Roseto ci saluta per sempre».

©RIPRODUZIONE RISERVATA