San Nicolò, no dei genitori alle scuole a Piano d’Accio

Per il comitato il nuovo polo previsto allo stadio desertificherebbe la frazione Verna propone uno studio congiunto Comune-Provincia sull’edilizia scolastica
TERAMO. «No alla desertificazione di San Nicolò». Il grido d'allarme parte dai genitori degli alunni che frequentano le scuole della frazione contro la possibilità che la struttura di Piano d'Accio attigua allo stadio diventi di fatto il polo di riferimento per le strutture della zona. Mamme e papà, che mercoledì sera hanno partecipato alla riunione del comitato sannicolese per la sicurezza degli edifici scolastici, temono lo svuotamento dei plessi attualmente in funzione con le gravi conseguenze prevedibili per la frazione più popolosa del territorio comunale. «San Nicolò è già da tempo fortemente penalizzata», evidenziano i genitori, «esclusa da ogni progetto di riqualificazione urbanistica, senza aree ricreative, parchi pubblici e aree verdi». Per questo, dunque, il comitato annuncia che «farà di tutto per impedire la desertificazione che si realizzerebbe col trasferimento delle scuole allo stadio». Mamme e papà, il cui primo obiettivo è ottenere il massimo grado di sicurezza delle scuole della frazione, mettono sul tavolo una controproposta all'utilizzo nel lungo periodo della struttura di Piano d'Accio come unica sede di riferimento per gli studenti della zona. Questa comprende «adeguamento sismico ad indice 1 per i plessi scolastici più nuovi, creazione di un mini polo scolastico per gli edifici per i quali non può essere fatto l'adeguamento, il tutto nelle aree già disponibili intorno agli altri edifici scolastici, per esempio vicino la scuola primaria Serroni; sistemazione ad area verde e parco pubblico attrezzato dei terreni intorno ai plessi scolastici, organizzazione della viabilità e delle aree di sosta delle scuole in maniera sostenibile». Su questi argomenti il comitato chiede un incontro urgente al sindaco Maurizio Brucchi con il quale discutere le iniziative proposte e condividere modalità e tempistiche per la loro realizzazione.
LO STUDIO. Uno studio per soluzioni di lungo periodo riferito al futuro delle scuole in centro storico. A proporlo è il consigliere comunale e provinciale Maurizio Verna secondo cui i due principali enti territoriali teramani potrebbero unire le forze per disegnare scenari che vadano oltre l'immediato. «Comune e Provincia attualmente sono impegnati nella ricerca e realizzazione di soluzioni rapide o comunque di medio periodo per uscire dall'emergenza», sottolinea il rappresentante del Pd, «ma è necessario allargare lo sguardo e prepararsi anche a future opportunità di finanziamento che arriveranno da bandi europei o dai fondi per la ricostruzione». Il sisma, al di là dei danni da riparare il prima possibile, offre l'opportunità di riconsiderare il sistema delle infrastrutture scolastiche diffuso nell'area urbana tra il centro e le immediate vicinanze. «Strutture come il Milli, il Comi e la Savini sono state realizzate in epoche passate», fa notare Verna, «con criteri molto diversi rispetto a quelli in uso oggi per edifici destinati a usi didattici». Al di là delle criticità strutturali evidenziate dagli sciami sismici, gli edifici scolastici del cuore della città risultano carenti sotto vari profili di sicurezza e accessibilità. «Mancano vetri antinfortunistici e finestre a norma», evidenzia il consigliere, «e un disabile è costretto a entrare a scuola passando per uno sgabuzzino perché l'ingresso principale è inadeguato». La sinergia tra i due enti, supportata dalle facoltà abruzzesi di architettura e ingegneria e con il coinvolgimento diretto della Sovrintendenza, consentirebbe di ripensare in tre o quattro anni la conformazione del patrimonio di edilizia scolastica cittadina. «L'obiettivo sarebbe di elaborare uno studio preliminare dando priorità alla permanenza delle scuole nel centro storico, per evitare che quest'ultimo subisca uno svuotamento irreversibile», conclude Verna, «e nel caso di strutture non più utilizzabili per attività didattiche, valutare a quali scopi destinarle». (g.d.m.)
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