San Nicolò, via libera alla variante al Prg per la nuova strada

Il collegamento tra campo sportivo e zona industriale scatena il dibattito sull’abbandono dell’area produttiva
TERAMO. Il clima da campagna elettorale non risparmia neppure il consiglio comunale di Teramo, che ieri si è riunito per discutere e votare cinque punti all'ordine del giorno. Uno rinviato, gli altri (variante al Prg e modifiche ai regolamenti dei servizi educativi) andati in porto con i soli voti della maggioranza fra battibecchi e frecciatine che in taluni casi hanno avuto un chiaro rimando alla scadenza del 10 marzo.
Il tema più concreto affrontato ieri in aula ha riguardato la zona industriale di San Nicolò a Tordino: il confronto sulla desertificazione di un'area un tempo vivace è scaturito dall'approvazione di una variante al Prg (piano regolatore) necessaria ad avviare la realizzazione di una strada che collegherà il campo sportivo “Dino Besso” con la zona industriale, all'altezza della piattaforma dell'azienda Dulcora. Un progetto da quasi 700mila euro finanziato con risorse che la Regione stanziò nel 2010 proprio per interventi sulle strade: a Teramo furono destinati 3,2 milioni di euro, già impiegati in questi anni per lavori sulle rotatorie e sulle arterie più importanti della città, in particolare lungo via Po e via Pannella. Mancava all'appello il collegamento fra l'area sportiva di San Nicolò e la zona industriale, utile ad alleggerire il traffico all'interno della frazione. Nel 2016 il progetto è stato messo a punto, sono partiti gli espropri dei terreni e ieri l'iter si è perfezionato con il via libera alla variante del Prg votato dalla sola maggioranza con l'astensione dell'opposizione. Il prossimo passo sarà quello di indire la gara d'appalto per i lavori.
L'approdo in aula del progetto, illustrato dall'assessore ai lavori pubblici Giovanni Cavallari, ha spinto diversi consiglieri ad intervenire sul tema più ampio dello stato di abbandono del nucleo industriale. E se la minoranza ha tirato in ballo il lassismo dell'amministrazione D'Alberto in sei anni di governo, la maggioranza ha chiamato in causa la Regione e l'Arap (agenzia regionale delle attività produttive) con un rimpallo di responsabilità sulle condizioni dell'area e sull'assenza di politiche industriali. Mario Cozzi (Forza Italia) ha motivato la sua astensione al voto così: «Bene il progetto, ma i tanti problemi di San Nicolò in questi anni potevano essere risolti con i fondi che invece sono stati destinati alle feste». A evidenziare, anche con un "mea culpa" amministrativo, le criticità di una zona che per decenni è stata cuore pulsante dell'economia locale, è stato il consigliere Lanfranco Lancione (Insieme Possiamo): «Ormai è un cimitero di capannoni che non producono più nulla e che vanno riconvertiti. Regione e Arap devono intervenire al più presto: la zona è un deserto e non può più essere lasciata così sotto nessun punto di vista, compresa la viabilità. L'area va resa attrattiva. Il Comune qualche intervento deve farlo per favorire investimenti e forse su questo siamo un po' in ritardo». Parole, le sue, condivise dall'opposizione al punto che Carlo Antonetti (Forza Italia) ha invitato ironicamente Lancione «a sedersi da questa parte, con noi. Così facciamo insieme questa battaglia».
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