Scioperano anche le insegne: «Un furto duemila euro di tasse»

I commercianti infuriati non presenteranno la costosa documentazione richiesta dal Comune «Abbiamo ricevuto solo promesse, siamo pronti a togliere centinaia di scritte dai nostri negozi»

GIULIANOVA. Lo sciopero delle insegne: è questa la protesta dei commercianti di Giulianova. L’ultima novità, in senso negativo, riguarda il rinnovo per l’utilizzo delle insegne luminose degli esercizi commerciali. Secondo la direttiva (attiva in tutta Italia) tutti i negozianti possessori di insegne installate prima del 2008, per poter continuare a usufruirne, devono produrre una serie di documenti e portarli, in triplice copia, all’ufficio tecnico comunale. L’elenco della documentazione è smisurato. L’esercente dovrebbe presentare, tra le tante richieste, un progetto in scala dell’impianto con indicazione di materiali e misure, planimetrie, un’autodichiarazione che attesti che il manufatto sarà posto in opera tenendo conto della spinta del vento, copia del bozzetto grafico, misura catastale, ma anche una ulteriore documentazione per l’impianto ricadente in zona soggetta a vincolo paesaggistico. Il costo stimato per produrre tali documenti è di circa 2.000 euro. Il problema nasce dal fatto che il permesso va rinnovato ogni tre anni e nessun esercente è stato avvertito di tale normativa, che scade a fine anno.

Un’ulteriore presa in giro per i commercianti, che lottano sempre più per sopravvivere alla crisi. «Siamo tutti d’accordo nel non rinnovare i permessi», afferma Gaetano Grossi, commerciante del lido, «se davvero il Comune pretenderà anche questo da noi, toglieremo le insegne». Quello che lascia perplessi è il fatto che, dopo le belle promesse fatte dal sindaco Francesco Mastromauro durante la riunione di due settimane fa al Kursaal, gli esercenti si trovano con una ulteriore stangata, che rischia di affossare i già precari equilibri economici. Adesso dunque, si pretendono chiarezza e fatti concreti da parte dell’amministrazione e non solo promesse. Molte sono state le parole di rassicurazione, ma, ad oggi, a nessuna è seguita un’azione. «Siamo andati in massa all’incontro», dichiara Gianni Massi, «ma abbiamo sentito solo chiacchiere. L’assessore Vella ci aveva promesso di formare una commissione che si sarebbe occupata dei nostri problemi, ma ancora non la vediamo. Anche per le manifestazioni estive siamo delusi: nessuno ha il coraggio di dire che non hanno soldi per farle e così ci portano in giro all’infinito». Nel frattempo altri negozi chiudono e se c’è chi affigge enormi poster e dà la colpa ai politici, altri, come Alter Ego, in viale Orsini, chiude ringraziando i suoi clienti.

Margherita Totaro

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