Teramo. Dall’orrore di Gaza all’università: l’abbraccio della città a Osama

Mansour frequenterà il corso di laurea in Biotecnologie con una borsa di studio finanziata dall’ateneo.
Il rettore: «Cultura e istruzione sono le leve più importanti per promuovere la pace nel mondo»
TERAMO
Osama Mansour potrà finalmente frequentare il corso di laurea in Biotecnologie dell’università di Teramo, lontano dagli orrori della guerra. Dopo un lungo iter diplomatico, l’ateneo è riuscito a finanziare con fondi propri una borsa di studio di 12mila euro per lo studente palestinese proveniente dalla Striscia di Gaza. Ieri Mansour, che prima dell’attacco di Israele alla Palestina era iscritto al terzo anno di medicina all’Al-Azhar University di Gaza, è stato accolto nell’università teramana. Una svolta che il giovane studente palestinese attendeva dall’agosto scorso, quando aveva fatto richiesta per iscriversi al corso di laurea a Teramo. Nonostante i gravi lutti subiti a causa della guerra, ha deciso di proseguire i suoi studi ripartendo da Teramo, che l’ha accolto e abbracciato senza indugi. Martedì, dopo mesi di attese e speranza, Mansour non ha aspettato un secondo per prendere il volo speciale messo a disposizione dal ministero degli esteri e diretto a Fiumicino, con la consapevolezza che avrebbe finalmente raggiunto il capoluogo teramano in serata.
Ad accoglierlo ieri c’erano un intero ateneo in festa e il magnifico rettore Christian Corsi. Era stata la docente Isa Fusaro, referente per l’International Welcome Office, a segnalare il caso di Mansour a Corsi. Il rettore ha poi immediatamente accolto l’istanza del giovane proponendo al senato accademico l’assegnazione di una borsa della borsa di studio finanziata interamente con fondi dell’ateneo. «Accogliamo e con grande emozione diamo il benvenuto a Osama nella nostra comunità che si conferma promotrice di pace e di accoglienza», sono state le parole del rettore Corsi, «Difendere il diritto allo studio di chi ha subito la violenza della guerra conferma il nostro ruolo di centro di formazione e di presidio di accoglienza e di solidarietà internazionale».
Dopo un percorso diplomatico e soprattutto umanitario, si conclude nel migliore dei modi una vicenda che segna positivamente anche la storia recente dell’ateneo. «La nostra università crede fermamente che la cultura e l’istruzione siano le leve più forti per promuovere la pace», ha evidenziato il rettore, «e per questo abbiamo posto internazionalizzazione e inclusione tra i cardini della nostra visione strategica di ateneo».
Comincia ora un nuovo percorso di vita di Mansour, «Sono certo che Osama troverà qui tutto il supporto e il sostegno necessari per proseguire i suoi studi e la sua vita», ha concluso Corsi, «confido nell’accoglienza che sono certo gli riserveranno i nostri studenti e docenti, oltre a quella di tutta la città di Teramo».
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