Sfollati per il terremoto, dietrofront a a Teramo: c'è chi rientra in casa propria

1 Dicembre 2016

Succede quando le evacuazioni disposte dai vigili non sono confermate dalla Protezione civile. Brucchi: è l’effetto di controlli più approfonditi, non di errori. Assemblea per i danni a Colleatterrato

TERAMO. Per tanti costretti ad andar via c’è anche qualcuno che torna. L’emergenza creata dal sisma alle oltre 300 famiglie che finora sono state destinatarie di provvedimenti di sgombero per le lesioni subìte dalle abitazioni si aggiunge all’intercetta di molti altri cittadini che ancora non sanno quale sarà il loro destino. Ci sono anche quelli che hanno ricevuto un primo responso da parte dei vigili del fuoco, intervenuti nell’immediatezza delle verifiche successive alle scosse più forti, in base al quale sono stati costretti a lasciare le case ma che ora devono farci ritorno. Capita, infatti, che i controlli successivi fatti dalla Protezione civile diano un esito diverso sullo stesso immobile. Un edificio, insomma, che era stato sgombrato per precauzione viene classificato come agibile e dunque può tornare ad essere occupato.

Le storie di danni ed evacuazioni comprendono anche casi del genere. Per il momento, stando ai dati raccolti dal Comune, sono in numero limitato e comunque non hanno a che fare con bizzarrie tecniche o burocratiche. «I vigili del fuoco hanno fatto verifiche speditive, valutando le situazioni emergenziali», evidenzia il sindaco Maurizio Brucchi, «ma è la Protezione civile che deve fornire l’indicazione definitiva classificando gli immobili». Non si tratta di anomalie, secondo il primo cittadino, ma di casi connessi all’attività convulsa delle squadre impegnate sul territorio e che ancora devono smaltire oltre cinquemila richieste di controlli. Sta di fatto, però, che famiglie per le quali era scattato il trasferimento in albergo o in altri appartamenti hanno dovuto fare retromarcia. In queste situazioni il sindaco emette una nuova ordinanza, che sostituisce la precedente, in cui viene certificata l’agibilità dell’abitazione e di conseguenza revocato il contributo assegnato agli sfollati. «Se poi la famiglia non se la sente di rientrare, può restare altrove ma senza il finanziamento», precisa Brucchi, «per il quale si configurerebbe il danno erariale se non fosse motivato da un provvedimento di sgombero».

Le ordinanze emesse ieri sono state dieci e hanno riguardato altrettante famiglie residenti a Fonte Baiano, che insieme alla Cona resta la zona urbana più colpita, viale Bovio e via Brodolini. Sgombrata anche una palazzina Ater di San Nicolò e sono state dichiarate inagibili le chiese di Castagneto, Colle Santa Maria e Villa Turri. Per oggi alle 18.30 è programmato un incontro con i cittadini nella sede del “Patronato-Caf” di Colleatterrato basso, in via Pilotti 9. I responsabili del laboratorio “l’architetto condotto” illustreranno le procedure per l’accertamento dei danni. Il 7 dicembre, alle 17, nell’aula magna del “Delfico” si terrà invece l’assemblea convocata dal presidente della Provincia Renzo Di Sabatino per illustrare i progetti che interessano l’edificio.

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