Attese sotto il sole, mancanza di informazioni e buchi nei sistemi informatici, gli utenti: «Pronti a presentare denunce»
SILVI
File interminabili, attese sotto il sole e difficoltà persino nell’ottenere prescrizioni per farmaci salvavita. È esplosa la protesta degli assistiti dei medici di base a Silvi dopo il pensionamento di alcuni professionisti e il conseguente passaggio di migliaia di pazienti ai dottori incaricati della continuità assistenziale. Nei giorni scorsi nell’ambulatorio della guardia medica a Silvi sud tra le principali criticità sono stati segnalati orari di ricevimento limitati, difficoltà nel reperire lo storico delle informazioni cliniche dei pazienti, problemi informatici per i computer e la mancanza di canali diretti per contattare i medici. A pesare è soprattutto il numero elevato di assistiti che i professionisti incaricati si sono ritrovati a gestire in pochi giorni.
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Tra le testimonianze c'è quella di Roberto Rimoldi, che tra l’altro si prende cura della madre 89enne. «A partire dal 1° giugno il dottor Vinicio Giampietro è andato in pensione e tutti i suoi pazienti fino ad oggi non sono stati avvisati da nessuno», racconta, «solo tramite passaparola siamo riusciti a capire che lo studio del sostituto si trovava alle Dune e andando lì abbiamo trovato una situazione paradossale dove c’erano degli orari molto ristretti, nessun numero di telefono, impossibile da contattare il dottore, il quale non ha nessuna segretaria, con file chilometriche all’esterno che vengono esaurite nel giro di 20-25 pazienti alla volta dopodiché tutti gli altri devono tornare». La preoccupazione maggiore riguarda però la continuità terapeutica per i pazienti più fragili. «Mia madre Luciana Natalizia si trova nella situazione di dover avere la prescrizione di medicine salvavita e non sappiamo a chi rivolgerci», conclude Rimoldi, «pensiamo di rivolgerci al 112 e fare denuncia ai carabinieri se la cosa non verrà risolta». Critiche arrivano anche da altri cittadini. Giacomo Ventura afferma: «Io e la mia famiglia abbiamo dovuto scegliere un medico a Pineto, ma può essere accettabile una cosa del genere?». Le contestazioni proliferano anche sui canali social. Pino Di Febo, un altro utente alle prese con le difficoltà relative alle prestazioni della medicina territoriale evidenzia che «la colpa non è dei medici ma di una incredibile disorganizzazione a monte». La preoccupazione dei cittadini si è riversata anche nei centralini del Comune, tramite cui numerosi utenti hanno chiesto un intervento per risolvere l'emergenza. Dagli uffici comunali, tuttavia, è stato precisato che la gestione dell'assistenza sanitaria territoriale non rientra nelle competenze dell'amministrazione e che la problematica deve essere affrontata dagli enti sanitari competenti.
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