Silvi. Nuovi sgomberi, trasloca la scuola. Marsilio: «Emergenza nazionale»

L'emergenza frana a Silvi si aggrava: evacuate altre 11 persone. La Procura di Teramo apre un fascicolo per crollo colposo. Scuole chiuse: 114 alunni trasferiti nei moduli provvisori.
2 Aprile 2026

Moduli provvisori alla marina per 114 alunni. La Procura apre un’inchiesta per crollo colposo. Ecco tutti i dettagli

SILVI. Sono 11 le persone sgomberate da due abitazioni in via Santa Lucia – che si aggiungono a quelle già allontanate – e sono 114 gli alunni che verranno trasferiti nei moduli scolastici provvisori, da collocare a Silvi Marina. L’emergenza frana si aggrava, anche a causa della pioggia battente di queste ore. La Procura di Teramo, intanto, apre un’inchiesta per verificare, alla luce degli ingenti danni, se vi siano state irregolarità nella gestione del territorio.

Intorno alle 15 di ieri il sindaco Andrea Scordella ha firmato un’ordinanza che ha disposto lo sgombero di due abitazioni in via Santa Lucia, a circa 150 metri di distanza dall’abitazione inghiottita dalla frana di sabato scorso. Il provvedimento è scattato dopo il rilevamento, tramite i sensori installati sul versante, di piccoli movimenti del terreno accentuati dalle precipitazioni intense. Le persone evacuate sono complessivamente 11, trasferite temporaneamente a Silvi Marina nell’Hotel Blu Relda.

SCUOLE PROVVISORIE - L’amministrazione comunale ha annunciato, in collaborazione con la Protezione civile regionale e nazionale, l’installazione di moduli provvisori a uso didattico a Silvi Marina. Nel dettaglio, il trasferimento riguarda 6 classi della primaria e una dell’infanzia, per un totale di 114 studenti. «Abbiamo ritenuto opportuno spostare l’intero istituto per offrire maggiori certezze alle famiglie e non mantenere gli studenti in un’area potenzialmente esposta a rischio», ha dichiarato il sindaco Scordella. La scuola era stata immediatamente chiusa dopo la frana di sabato. La vicesindaca con delega alle scuole Luciana Di Marco ha aggiunto che i moduli «saranno forniti e trasportati direttamente dalla Protezione civile», evidenziando che il Comune sta predisponendo un report delle spese legate all’emergenza, da sottoporre agli enti competenti per la copertura dei costi. L’obiettivo degli amministratori è quello di attivare in tempi rapidi a una soluzione temporanea che sia pienamente funzionale, «in attesa del ripristino delle condizioni di sicurezza nelle sedi originarie».

SI MUOVE LA PROCURA - La Procura teramana indaga per crollo colposo o altro disastro sulla frana di Silvi. Il pm Stefano Giovagnoni ha aperto un fascicolo al momento senza indagati e nel primo pomeriggio di ieri ha fatto un sopralluogo nell’area colpita, insieme ai tecnici della Protezione civile che hanno fatto riprese e foto per il fascicolo. L’obiettivo dell’autorità giudiziaria è verificare se, nel corso degli anni, le condotte e le procedure autorizzative siano state rispettose delle normative vigenti e se siano stati sottovalutati rischi idrogeologici. Nei prossimi giorni sarà disposta l’acquisizione di documentazione negli enti competenti per stabilire se il dissesto idrogeologico che ha colpito la zona sia stato causato solo dai particolari eventi meteorologici o se esistano responsabilità.

IL VERTICE DEL 9 APRILE - L’incontro fissato per giovedì 9 aprile sarà il passaggio decisivo per la riapertura della provinciale 29 b in località Vallescura, nel tratto nord, arteria chiusa ormai da circa un anno a causa della “prima frana”. Il sindaco Andrea Scordella ha chiarito che l’incontro non riguarda quindi la frana più recente di Santa Lucia, ma esclusivamente questo primo dissesto, su cui si concentra l’attenzione istituzionale. La riunione coinvolgerà Comune, Provincia, Regione, Enel e prefettura, con l’obiettivo di «chiudere il quadro progettuale già condiviso nei tavoli tecnici precedenti e procedere rapidamente all’approvazione degli interventi». Il sindaco ha sottolineato la «piena sinergia» con il prefetto Fabrizio Stelo, per arrivare a una soluzione che eviti l’isolamento del borgo di Silvi alta e garantire il transito dei mezzi di soccorso, in particolare le ambulanze. «Una volta completate le prime opere di contenimento e stabilizzazione» spiega il sindaco «sarà possibile valutare le modalità di riapertura della strada, che potrà avvenire a senso unico alternato oppure, laddove le condizioni lo consentano, a doppio senso di marcia».

FRAGILITÀ DEL TERRITORIO - Il primo cittadino, nel risalire alle probabili cause dei numerosi smottamenti del terreno, ha richiamato anche le criticità legate allo sviluppo urbanistico del passato: «Si è sviluppata un’edilizia selvaggia negli anni ’50, ’60 e ’70 che non ha rispettato i canoni necessari in un’area dove oggi non si sarebbe potuto costruire», ha affermato Scordella. Un elemento che contribuisce alla vulnerabilità di alcune zone e, in diversi casi, operazioni di delocalizzazione. Particolare attenzione resta sulla zona di contrada Santa Lucia, tra le più esposte al fenomeno franoso. Le strutture coinvolte dalle frane, a detta del sismico, «non risultano recuperabili: per le abitazioni si procede con la delocalizzazione, mentre la strada potrà essere ricostruita», ha chiarito.

COSA ACCADE - Il fronte attivo della frana in via Santa Lucia ha mostrato un’evoluzione rapida e significativa nelle ultime fasi di monitoraggio, con un ampliamento rispetto alle prime rilevazioni, che conferma la dinamicità del fenomeno. Attualmente, si legge dall’ultimo report del Comune, il fronte si estende per oltre 250 metri in lunghezza, con un’ampiezza trasversale che raggiunge circa 100 metri nel punto di massima estensione. Un dato sensibilmente superiore alle prime stime tecniche, quando l’area interessata era stata inizialmente circoscritta a circa 30 metri. L’avanzamento della frana ha già prodotto effetti visibili sul territorio, con il cedimento del piano viabile della Sp 29 b in più punti e il ribaltamento di numerose alberature lungo il percorso del fronte attivo, segnale della forza e della progressione del dissesto.

«STATO DI EMERGENZA» - «Attivare lo stato di emergenza nazionale per il dissesto di Silvi ed estendere il modello commissariale già adottato per altri casi analoghi in Abruzzo, così da garantire una gestione unitaria e più rapida degli interventi». È questa la linea indicata dal presidente della Regione Marco Marsilio, al termine della riunione svolta nella sala operativa della Protezione civile regionale. Nel corso dell’incontro, Marsilio ha fatto il punto sul lavoro in corso insieme al direttore dell’Agenzia regionale di Protezione civile, Maurizio Scelli, e ai tecnici impegnati nelle verifiche: «Stiamo completando la documentazione da trasmettere al Dipartimento nazionale della Protezione civile», ha spiegato il governatore. E ha ricordando che nella giornata di martedì è stato effettuato un sopralluogo a Silvi da parte del professor Nicola Casagli che ha confermato la diagnosi del fenomeno franoso. Le attività in corso riguardano quindi sia gli aspetti tecnici sia quelli amministrativi, con l’obiettivo di costruire un quadro completo da sottoporre a Roma per l’attivazione dei provvedimenti straordinari. L’obiettivo indicato da Marsilio è quello di garantire «tempi più rapidi negli interventi, una maggiore efficacia operativa e un coordinamento stabile tra tutti i soggetti coinvolti nella gestione dell’emergenza».

DANNI E STIMA DEI COSTI - Il sindaco Scordella conferma una stima complessiva dei danni che supera i 4 milioni di euro. «Si tratta di una cifra che riflette non solo l’impatto diretto sugli edifici e sulle infrastrutture, - spiega - ma anche la necessità di interventi articolati per la messa in sicurezza dei versanti e la gestione delle conseguenze del dissesto».

SOLIDARIETÀ DA NISCEMI - Il sindaco Scordella ha voluto condividere pubblicamente sui social la lettera ricevuta dal sindaco di Niscemi, Massimiliano Conti, paese della Sicilia alle prese con una maxi frana. «Un gesto che va oltre le parole e che racconta cosa significhi essere comunità anche a distanza» dice Scordella. «A nome dell’amministrazione e della cittadinanza silvarola», il primo cittadino ha espresso un ringraziamento «per la vicinanza e la sensibilità dimostrata. In un momento segnato dall’emergenza frana, il sostegno proveniente da altri territori assume un valore significativo, contribuendo a rafforzare il senso di condivisione e solidarietà».

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