Sosta a pagamento: la Tercoop chiede 512mila euro di danni

L’ex gestore cita in tribunale il Comune per il risarcimento: «Posti auto indebitamente sottratti in oltre dieci anni»
TERAMO . Lo scontro sulla passata gestione del parcheggi a pagamento in centro riapproda di nuovo in tribunale. La Tercoop, cooperativa che si è occupata delle “strisce blu” per circa vent’anni prima del riaffidamento del servizio, cita il Comune per danni. Chiede un risarcimento di 512mila euro per danni che le sarebbero derivati dalle scelte dell’amministrazione. L’istanza, depositata dall’avvocato Francesco Calcagni, riapre un caso già al centro di precedenti contenziosi legati al servizio.
posti auto sottratti
La richiesta economica fa riferimento agli ultimi dieci anni di gestione. «Sono stati considerati solo gli stalli sottratti a titolo definitivo senza mai tener conto della necessità di mantenere o ripristinare un equilibrio economico finanziario indispensabile per la corretta gestione del servizio e l'adempimento degli obblighi contrattuali nei confronti del Comune e del personale impiegato», spiega il presidente della cooperativa Leo Iachini, «se avessimo aggiunto la miriade di stalli sottratti temporaneamente, la richiesta sarebbe lievitata a più di un milione di euro». La Tercoop denuncia di essere stata «costretta a lavorare in perdita per oltre un decennio fino all'indebitamento con il Comune, nonostante dal 2012 l’amministrazione abbia programmato un consistente aumento di strisce blu che si è concretizzato nel 2022, con la cooperativa estromessa dalla gestione». A pagare il debito di oltre 200mila euro, fa rilevare Iachini, sono stati i soci lavoratori «con la rinuncia alle ferie retribuite e alle tredicesime, oltre al rischio di dover perdere anche quasi 600mila euro del trattamento di fine rapporto a causa delle sottoscrizioni di quote del capitale sociale non versate, ma necessarie per pareggiare i bilanci in rosso e continuare a lavorare».
la mazzata fiscale
All’indebitamento si è aggiunto il colpo della tassa sui rifiuti. «Dal Comune è arrivata una richiesta di 43mila euro di Tari per qualche etto di carta al giorno raccolto dal personale, nonostante la possibilità di esenzione o di sconto consentiti dalle norme a favore di Onlus e cooperative sociali», afferma il presidente, «con una seconda richiesta l'amministrazione ha sollecitato il saldo di 20mila euro di spese legali, per un ricorso giudicato inammissibile e nonostante la Corte di giustizia europea, alla quale ci siamo rivolti, non si sia ancora pronunciata». A fronte di rinunce salariali da parte dei soci lavoratori, tra il 2008 e il 2022 il Comune avrebbe incassato 1,3 milioni di euro dall’appalto Tercoop per le “strisce blu”, «senza le esenzioni concesse ai gestori del piano a raso di piazza Dante e senza lo sconto ai nuovi gestori del servizio: un vero e proprio sfruttamento di manodopera che non dovrebbe essere consentito».
IMPEGNI NON MANTENUTI
Iachini se la prende anche con i «burocrati di Cgil e Cisl» accusati di aver mantenuto «un silenzio tombale» sulle rivendicazioni della coop. Tra le contestazioni mosse da Iachini c’è anche il «regalo» da 150mila euro l’anno che l’amministrazione continua ad assicurare ai gestori del parcheggio sotterraneo di piazza Dante, continuando a concedere l’occupazione con la sosta a pagamento anche del piano a raso che dovrebbe essere pedonale. Non si sarebbe perfezionato neppure l’assorbimento, da parte della subentrata Easy Help, dei 23 lavoratori della Tercoop. «Due sono stati esclusi», conclude il presidente, «mentre una parte del personale viene utilizzata dal gestore in altri appalti».
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