Spiaggia sparita, a rischio la stagione degli alberghi

Il titolare dell’hotel Galf: «Da fine estate sono stati inghiottiti 15 metri di arenile» Tommolini dello chalet Brigantino: «Solo interventi sbagliati e soldi sprecati»
MARTINSICURO. «Siamo allo stremo, in queste condizioni è impossibile fare turismo balneare. Inutile continuare senza avere a disposizione la spiaggia. Offriremo un sevizio monco»: le preoccupazioni degli operatori turistici di Villa Rosa sud trovano sintesi nelle parole di Maurizio Simonelli, da oltre 20 anni titolare dell’hotel Galf che da tempo combatte con l’annoso problema dell’erosione nell’ultimo tratto di spiaggia sud della cittadina. Le mareggiate di questi ultimi giorni, e sicuramente le altre si susseguiranno durante la stagione invernale, hanno aggravato la situazione. Da fine estate sono scomparsi circa 15 metri di arenile. «Se nei prossimi mesi non ci saranno interventi concreti», dice Simonelli, «non si sa se il prossimo anno riapriremo. Impossibile pensare di fare turismo balneare senza avere la spiaggia».
Simonelli fa un resoconto della stagione appena conclusa con giugno senza prenotazioni, luglio con il 60% in meno rispetto allo scorso anno e agosto come la passata stagione. «Una stagione in cui i costi per noi sono aumentati visto anche le spese extra sostenute per le prescrizioni anti Covid», dice, «nonostante la pochissima spiaggia paghiamo per intero le concessioni e dobbiamo rimuovere gli scogli che sono la protezione del lungomare a inizio stagione per creare uno sbocco in mare per poi riposizionarli finita la stagione. Tutto questo per vedere le strutture a mare ridotte a palafitte».
Andrea Tommolini, uno dei titolari dello chalet "Brigantino" che si trova nella stessa zona e ha avuto la struttura devastata, dice: «Invece di spendere inutilmente soldi pubblici con interventi decennali di ripascimento della sabbia e il collocamento di scogli a protezione del lungomare si poteva predisporre un intervento integrato che molto probabilmente risolveva. Bastava usare le scogliere, quelle a protezione del lungomare, per fare scogliere sommerse e allungare i pennelli esistenti per creare delle vasche di contenimento della sabbia che il mare poi rilasciava verso l’arenile. Un intervento che è stato più volte richiesto ma mai avvenuto. Sono anni e anni che vengono effettuati interventi tamponi, uno spreco di soldi pubblici, con il risultato sotto gli occhi di tutti».
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