Stalle distrutte dalla neve ma Equitalia vuole i soldi

20 Ottobre 2017

L’associazione Robin Hood segnala il caso di un’azienda agricola della Vibrata Ha chiesto invano di sospendere una rateizzazione, ora è vicino il pignoramento

TERAMO. Senza pietà. L’eccezionale nevicata di gennaio abbinata alle quattro scosse di terremoto e la distruzione che hanno portato secondo la burocrazia, mostro senza testa, non sono importanti. E così una storica azienda agricola rischia di chiudere perchè Equitalia non può aspettare per i pagamenti. Nonostante la piccola azienda della Val Vibrata sia stata pesantemente danneggiata.
A segnalare il caso è Pasquale Di Ferdinando, responsabile dell’associazione consumatori Robin Hood. Tutto è iniziato qualche anno fa, quando l’azienda è entrata in difficoltà. Per tirare avanti il titolare ha preferito pagare i fornitori e dare da mangiare agli animali dell’allevamento più che pagare i contributi all’Inps e diverse imposte.
Una volta rimessosi in sesto, ha concordato con Equitalia la rateizzazione del debito nei confronti dell’erario, che ammontava a 160mila euro. Rate che sono sempre state pagate con regolarità, fino a quando non è arrivata la devastazione di gennaio. Sono crollati i capannoni e la stalla. L’imprenditore ha chiesto immediatamente una dilazione a Equitalia: essendo distrutta l’azienda agricola non aveva più alcuna entrata, anzi.
«Sostanzialmente Equitalia ha risposto “E’ un problema vostro”», spiega Di Ferdinando, «l’imprenditore però non ce l’ha fatta e ha saltato il pagamento di quattro rate. E ora è prossimo il pignoramento della casa. Questo significa che a quel punto anche le banche chiederanno il rientro dai fidi e che salterà tutto. E pur lavorando da una vita si troverà in mezzo a una strada. Il titolare fa l'imprenditore da più di 50 anni».
L’associazione Robin Hood si è messa in moto e ha segnalato il caso, a dir poco controverso, alla Regione, in particolare all’assessore all’agricoltura Dino Pepe, a Equitalia, all’Inps e a tutti gli enti coinvolti. «In questo caso c’è una precisa volontà di pagare, a differenza di tanti soggetti che costituiscono le srl e poi chi si è visto si è visto. Loro ci mettono la faccia: sono imprenditori danneggiati dall’eccezionale nevicata che contavano su un determinato reddito, ma sono venuti a mancare i mezzi di produzione. In un'Italia che è piena di emergenze è assurdo che non ci sia una normativa che preveda una sospensione delle rate, nessuno chiede di annullare il debito. Basta un allungamento dei termini», propone Di Ferdinando, «riteniamo che sia profondamente ingiusto, c'è chi fa strategie precise per evadere le tasse e loro invece chiedono di pagare».
L’associazione conta di inviare la lettera in cui si segnala il caso anche ai parlamentari della provincia di Teramo «perchè il caso del nostro assistiti è emblematico: ci sono tanti altri casi simili che non si sanno». (a.f.)
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