«Tassa di soggiorno voluta dalla coalizione»

23 Dicembre 2015

L’assessore al turismo Grimi interviene per spiegare che non è stata una scelta della giunta

GIULIANOVA. L’assessore al turismo Gianluca Grimi, dopo giorni di polemiche sull’istituzione dell’imposta di soggiorno, prende la parola per sostenere l’operato del sindaco, specificando che il percorso intrapreso dal primo cittadino è «avvenuto su input ed indicazione della maggioranza». Non si è trattato di un’idea del sindaco, dunque, spiega Grimi, ma solo di una linea politica scelta dai gruppi di maggioranza (non tutti, visto che Civicamente si è sempre detto contrario).

«La voce “imposta di soggiorno”», spiega Grimi, che è anche referente provinciale di Confesercenti, «e la relativa indicazione delle somme, è stata inserita nel bilancio pluriennale del Comune all’inizio della scorsa estate. Tale atto è quindi pubblico e ampiamente conosciuto. Da quel momento, il sindaco e la giunta avevano il preciso dovere di ottemperare al mandato della maggioranza nel modo più efficace. Fra queste precisazioni, intendo ringraziare gli operatori giuliesi e le associazioni di categoria, che, in questi giorni, mi hanno più volte rinnovato la loro stima, e riconosciuto il ruolo tecnico e la sensibilità strategica verso il comparto turistico che da sempre mi contraddistingue». Da questo punto in poi, continua l’assessore, condividere il percorso con gli altri Comuni è stata un scelta strategica e propedeutica alla costituzione di una piattaforma di discussione programmatica comune con Enti e operatori del territorio.

Più volte, però, gli albergatori giuliesi hanno manifestato il loro dissenso all’imposta di soggiorno, che reputano una tassa inospitale e non consona a quello che offre il territorio. Inoltre, gli operatori turistici hanno ricordato gli accordi pre-elettorali con Mastromauro, che aveva promesso loro di non istituire l’imposta per tutto il suo mandato se fosse stato rieletto. «La discussione e il confronto», conclude Grimi, «sono già aperti nei consigli di quartiere e si sono già espressi in incontri tematici con gli operatori stessi. A stretto giro si affronteranno questa ed altre importanti questioni di ordine strategico per la città, in pubbliche assemblee». L’imposta di soggiorno, dunque, e i 355mila euro che da essa si dovrebbero ricavare, sarà realtà, ma prima se ne discuterà nelle assemblee di quartiere: l’amministrazione spiegherà ai cittadini come questi soldi saranno investiti nel turismo, mentre gli operatori porteranno il loro punto di vista, che è esattamente opposto a quello dell’amministrazione. (m.t.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA